La Raggi batte cassa e chiede altri 1.8 miliardi

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ROMA  Servono soldi. Molti.  In sintesi si può ridurre ad un grido d’allarme la lunga audizione che ieri ha visto la sindaca di Roma Virginia Raggi riferire alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizione delle periferie delle città italiane.
«Per rimettere in moto tutto servirebbero nell’Agenda Roma 1,8 miliardi di euro extra che la città non può produrre. Ce li date perchè siamo la Capitale o no? Ci date i poteri speciali perchè siamo la Capitale o no?». «Nelle periferie abbiamo trovato una sorta di far west urbanistico e dei servizi, un abbandono totale».  Per la Raggi il problema è che «Roma Capitale ha 2 milioni e 900mila residenti che pagano le tasse per una città che deve erogare servizi a 4/4,5 milioni di cittadini». Il tutto, con un deficit di 13 miliardi, che rende arduo, secondo la sindaca, intervenire  su questioni  come la manutenzione delle strade e il contrasto ai roghi tossici  nelle periferie, e soprattutto nei campi Rom. Per quanto riguarda le strade, per la sindaca occorrerebbero almeno 50 milioni, così come ne occorrerebbero 30 per le bonifiche, «soldi che non ci sono». La sindaca ha definito i campi Rom  «situazioni inaccettabili, sia per chi ci vive che per le popolazioni dei quartieri circostanti».

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