Contro i nasoni chiusi anche la Croce Rossa

  • Roma

ROMA Prende il via oggi il piano concordato tra Acea e Comune contro lo spreco d’acqua: a rotazione saranno chiusi 30 “nasoni” al giorno e contemporaneamente sarà ripristinata la rete idrica della capitale, che secondo una stima approssimativa perde circa il 40% dell’acqua che trasporta. Sulle oltre 2.100 fontanelle capitoline, 85 non saranno toccate dal provvedimento. Il piano, caldeggiato anche dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, sarà avviato in via sperimentale per constatarne la reale efficacia.

Ma le associazioni esprimono forti dubbi. Ieri la Croce Rossa si è rivolta con una nota alla sindaca Virginia Raggi:  «La chiusura dei nasoni, è un rischio per le persone senza dimora, perché siamo in una stagione calda  e le fontanelle sono spesso una preziosa fonte per dissetarsi oltre che per lavarsi. Chiediamo che vengano riconsiderate altre forme di intervento.     Intanto aumenteremo nelle uscite serali e notturne la fornitura di acqua per chi vive per strada. Ma non può essere questa una soluzione».

Piergiorgio Benvenuti, presidente di Ecoitaliasolidale ha spiegato che chiudere i nasoni «è un danno di immagine per le fontanelle storiche di Roma famose nel mondo, che rappresentano solo l’1% dell’acqua distribuita in città. Inoltre sono utili per mantenere le fogne pulite, e 350 di loro destinano l’acqua dispersa per innaffiare il verde pubblico. E Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha già annunciato un esposto in Procura contro il Comune per «interruzione di pubblico servizio».

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