Meglio la difesa dei valori

  • Maurizio Baruffaldi

“Un minore accolto oggi è un adulto migliore domani”. Ho letto questa frase scritta su una maglietta di passaggio. E da qualunque parte la si guardi e interpreti (a parte la sintassi, che vorrebbe un “sarà”) risulta insindacabile.
Non serve scomodare elaborati manuali di psicanalisi. La prima poppata del sociale te la regala l'atteggiamento dei tuoi simili. E se il primo step di un'esistenza è un abbraccio, quell'abbraccio sarai portato prima o poi a restituirlo.
Negli Stati Uniti, in Canada e in quasi tutta l'America del Sud, se nasci sul territorio ne prendi la cittadinanza. Anche se in quel momento i tuoi genitori sono clandestini. La terra sulla quale lanci il tuo primo vagito ti accoglie senza fare distinzioni. Una prova di coraggio e di autostima enorme, sprezzante di ogni paura e titubanza. Un Paese che sa fare questo ha già vinto.

Invece da noi, per uno ius soli edulcorato, ci tocca la solita danza macabra delle forze politiche che scendono in piazza perché è nel loro dna dare la colpa di tutto allo straniero, e di quelle che non prendono posizione perché aspettano di intercettare la convenienza.
Eppure il terrorismo infame e pseudoreligioso, incarnato spesso da chi vive sul territorio e si sente estraneo, è guarda caso interno alla vecchia Europa, quella che si protegge dall'elargire la propria cittadinanza come fosse uno stipendio da guadagnarsi col sangue. E poi gli italiani come ci piace immaginarli non esisteranno più, il nostro sarà sempre più un corpo genetico misto, e negare lo Ius soli è intenzione ignorante, oltre che patetica.
Diverso è invece lottare per mantenere vivi e vegeti i nostri valori/conquista liberali, occidentali. Li sappiamo. Lo schifo che ci minaccia è cedere per rispetto alla religione musulmana a cose che non ci appartengono e spacciarle per integrazione. Ne ho già scritto, autoimposizioni grottesche, dal negare il panino alla mortadella nelle scuole, il crocifisso, l'alcool a tavola. O l'evitare di esporre quadri con un nudo che disturbi la sensibilità di una donna che porta il velo...
Apriamo alla cittadinanza, rendiamo italiani e orgogliosi, e tiriamo fuori gli attributi quando servono. Non nel blaterare identità comode e senza rischio.
MAURIZIO BARUFFALDI
Giornalista e scrittore

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