L'ordinanza anti spreco contro l'allerta idrica

  • Roma

ROMA La Capitale, così come il resto del Paese, è arsa dall’assenza di piogge di questi ultimi mesi. Il bacino idrico del lago di Bracciano è sfruttato al massimo per soddisfare il bisogno d’acqua di Roma (creando però cali nella rete idrica dei comuni più vicino al lago, come Ladispoli), e ieri la Regione ha autorizzato Acea a prelevare, fino al 31 dicembre, 190 litri al secondo in più dalla sorgente del Pertuso, rispetto ai 360 litri al secondo captati attualmente.

In questo scenario si è inserita ieri l’ordinanza firmata dalla sinda Virginia Raggi, che recita: «Il provvedimento consente i prelievi di acqua potabile per i normali usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici di igiene urbana. Limita invece l’utilizzo delle risorse idriche in questione per irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine mobili, lavaggio di automobili o altri veicoli, qualunque uso ludico che non sia quello del servizio personale. Acea Ato 2, congiuntamente con Polizia Locale e forze dell’ordine, effettuerà controlli per verificare il rispetto del provvedimento». L’ordinanza sarà in vigore fino a settembre sull’intero territorio di Roma Capitale.

«Vogliamo affermare un essenziale principio di civiltà. Un conto è utilizzare l’acqua per fini domestici o sanitari, un altro consentire sprechi di ogni genere. È un bene pubblico e una risorsa preziosa, che bisogna salvaguardare con un’attenta programmazione», ha spiegato ieri la sindaca.

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