Un anno di Raggi: «Serve tempo per cambiare»

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ROMA È in larga parte declinato al futuro il bilancio della sindaca Virginia Raggi e della sua Giunta, a un anno dal suo insediamento. Ne ha parlato ieri in Campidoglio, con i suoi assessori (assenti Colomban, Partecipate, e Mazzillo, Bilancio).

Tra le cose fatte la prima cittadina ha rivendicato il Bilancio approvato nei termini, la commissione sui Piani di Zona, l’aver rimesso in circolazione su tutta Roma i 45 filobus destinati  al corridoio Laurentino (e spesso guasti), la sistemazione di alcune strade, e l’approvazione del Piano sui rifiuti (che al momento è in gran parte solo sulla carta), oltre all’approvazione di un regolamento più stringente sulle sale slot. Ha poi ricordato la ripresa del dialogo con i dipendenti capitolini e sindacati, e lo sblocco del salario accessorio.

Nel ringraziare i romani per la loro pazienza, a chiedendo loro di averne ancora un po’, Raggi ha spiegato che rimettere i conti in ordine è stata la chiave di volta per le azioni future. «Possiamo tornare a fare gare d’appalto» ha spiegato, aggiungendo: «Questo significa non ricorrere più alle solite ditte».

Sulla chiusura delle indagini nei suoi confronti per le nomine, e sull’ipotesi di dimissioni, ha ribadito: «Ho agito in buona fede, lo dimostrerò ai magistrati». E Ancora: «Ho sentito Beppe Grillo: mi ha incitata ad andare avanti».

Tra le cose da fare resta il rebus sulla riorganizzazione delle partecipate: «Dobbiamo ripartire da zero e quindi dobbiamo creare piani industriali che devono essere monitorati da noi e che dobbiamo monitorare anche dal punto di vista dei risultati», ha spiegato la sindaca.

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