The Habit of Beauty tutto per il successo

  • Vincenzo Amato/Francesca Neri

CINEMA Ancora Londra cornice e non solo. Ancora Londra emblema di luoghi in cui si arriva da ogni dove ma anche emblema di luoghi di una cultura fortemente omologante. È da qui che parte The Habit of Beauty, diretto da Mirko Pincelli, con base a Londra (la società madre è la Pinch Media), in sala  dal 22 giugno con Francesca Neri e Vincenzo Amato, rispettivamente direttrice di una galleria d’arte e fotografo sulla via del  successo ma anche della perdita. Di che cosa?
«Di tutto quello che conta davvero, famiglia, amore, relazioni, etica – spiega il regista – i due protagonisti hanno costruito tutta la loro vita inseguendo un’immagine di successo che è quella che la società richiede e alla quale hanno sacrificato un po’ tutto. Neanche la morte del figlio interrompe l’ossessione per la carriera, fino a quando sarà tardi».

Ma, con lo sceneggiatore Enrico Tessarin, siete partiti da un’idea o dall’osservazione di una quotidianità che conoscete?
In realtà volevamo scrivere e produrre un film su cose che conoscevamo molto bene a cominciare  dal rapporto di amore-odio che abbiamo con questa città.

Perché proprio Londra?
Perché è piena di follia e contrasti, un’incarnazione del male di vivere della contemporaneità che spinge al conformismo e  fa concentrare su quello che sembriamo invece su chi siamo.

Il cinema per lei, che viene dalla fotografia e dal doc, cosa significa?
Non lo so, ma so che alla fine del film vorrei che si pensasse a ciò che spesso si dà per scontato, la bellezza di ognuno di noi diverso da tutti. Mio padre mi ripeteva che bisogna far venir fuori la propria identità e questo è stato il punto per me. Con la fotografia e ora col cinema.

 SILVIA DI PAOLA