Scocca l'ora del divorzio Al via i negoziati per la Brexit

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GRAN BRETAGNA Si comincia. Le trattative ufficiali per l’uscita di Londra dalla Ue partono. Per capire che la Brexit è una cosa davvero seria basti guardare al discorso della Regina, quello con cui ogni anno la sovrana presenta il programma del governo. Quello previsto dopo le ultime elezioni è slittato a causa del risultato. Dovrebbe tenersi mercoledì, ammesso che Theresa May (sulla graticola anche per l’incendio di Londra) chiuda l’accordo con i nordirlandesi del DUP. Ma ancor più chiaro è il fatto che il governo britannico ha deciso che il prossimo anno non ci sarà il discorso della Regina, per facilitare la strada in Parlamento delle nuove leggi per la Brexit. 
Intanto senza slittamenti sui tempi previsti comincia ufficialmente il negoziato fra Gran Bretagna ed Unione europea. Dopo l’incontro introduttivo fra i due team negoziali, vi sarà un pranzo di lavoro fra i rispettivi responsabili Barnier e Davis e poi si riuniranno i gruppi di lavoro tecnici dei due team. Questo nonostante non sia ancora chiaro se i nuovi equilibri politici dopo le elezioni e i negoziati per formare la maggioranza avranno un impatto, e quale, sulle posizioni negoziali di Downing Street. La premier May aveva annunciato che il Regno Unito avrebbe lasciato non solo l’Ue, ma anche il mercato unico e l’Unione doganale europea. Nel Paese e nel governo stesso però si levano voci più favorevoli a una soft Brexit: ieri anche gli industriali inglesi hanno avvisato la May che se non si sceglierà la via soft ci saranno gravi danni all’economia. Daparte sua l’Ue resta ferma e compatta sulle sue posizioni negoziali già note: da una parte, l’approccio basato sulla sequenza rigida delle trattative con Londra (prima i termini del divorzio, poi, quando in questi negoziati vi saranno stati «sufficienti progressi», le discussioni sulle relazioni future); dall’altra, la limitazione a sole tre priorità da discutere e risolvere in questa prima fase per poter passare poi alla fase successiva: la garanzia dei diritti acquisiti per tutti i cittadini Ue nel Regno Unito e per quelli britannici nell’Ue; poi l’accordo finanziario, con il pagamento da parte di Londra di tutti gli impegni presi nel bilancio pluriennale 2014-2020; infine, la salvaguardia della frontiera aperta fra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda.

METRO

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