Raggi, tra luci e ombre è già passato un anno

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ROMA Oggi è il primo “compleanno” da sindaca per Virginia Raggi, eletta il 19 giugno del 2016 con il 67% delle preferenze. Un risultato oggi più sbiadito, di fronte ai nodi che la prima cittadina e la sua Giunta stanno affrontando.

Rifiuti
Roma resta in perenne sofferenza, nonostante un Piano sui rifiuti ambizioso che prevede l’aumento della differenziata fino al 70%, l’incremento del porta a porta e l’avvio di cicli virtuosi, come il riuso e la riduzione di imballaggi, per ora solo sulla carta. Il Campidoglio ha individuato tre nuovi siti per il compostaggio e il trattamento, ma si prevedono battaglie da parte di residenti e comitati. E la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria, che da anni esaspera gli abitanti della zona per i miasmi, è slittata anche con la nuova amministrazione.

Trasporti e decoro
L’assessora Linda Meleo e il presidente della Commissione Trasporti Enrico Stefàno sono chiamati a gestire il trasporto pubblico con un’azienda tecnicamente in default come Atac, e con il consorzio Roma Tpl, che gestisce le linee periferiche su gomma. Quest’ultima, in perenne difficoltà, paga a singhiozzo gli autisti, che protestano lasciando i mezzi nei depositi.

Meleo e Stefàno si stanno spendendo un prima persona per risolvere questa situazione, e nel contempo hanno avviato altre azioni, come i dipendenti Atac chiamati a fare i controllori o l’avvio di nuove preferenziali. Ma la municipalizzata continua a perdere introiti. Sulla carta restano i progetti di tre funivie a Casalotti, Boccea e Magliana, per ora senza fondi. La metro C, finanziata dal governo, ad autunno aggancerà la linea A a San Giovanni, ma sono incerti i lavori per la sua prosecuzione.

Il decoro segna un altro punto negativo, col ritorno dei centurioni al Colosseo e l’invasione degli abusivi nelle aree di pregio. Mentre la battaglia sul Parco archeologico è stata per ora vinta dal Comune, dopo la bocciatura del Tar sulla gestione da parte dello Stato.

Nomine e passi falsi
L’immagine della sindaca nei primi mesi è stata messa a dura prova dalle nomine di Raffaele Marra (Capo del personale), di suo fratello Renato (Direzione turismo) e di Salvatore Romeo (Capo della segreteria politica). Nomine poi revocate o sfociate in dimissioni. Marra è indagato per corruzione, e la promozione del fratello ha convinto i pm a indagare Raggi per abuso d’ufficio e falso. Su Romeo si è scoperto che aveva intestato polizze vita a favore della sindaca, ignara di tutto.

A questo si aggiungono gli addii di assessori di peso come Paolo Berdini all’Urbanistica, contrario allo Stadio della Roma a Tor di Valle (altro tema controverso sul tavolo del Campidoglio), o la difficoltà nella razionalizzazione delle partecipate.

Ma dalla sua, Virginia Raggi può rivendicare l’accordo raggiunto coi dipendenti capitolini sul pagamento di arretrati e salario accessorio, e la riduzione del debito fuori bilancio, grazie a una drastica razionalizzazione dei conti, anche a costo di tagli sul sociale.
 paolo chiriatti

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