Scuola di Piazza Sicilia la preside ancora non c’è

  • MILANO/SCUOLA

SCUOLA Nove anni di distacco a Metz a dirigere la scuola italiana ai quali se ne aggiungono altri tre per un dottorato di ricerca. Intanto, a Milano, Italia, alunni, professori e personale non docente devono “arrangiarsi” con dirigenti scolastici partime, che si dividono tra sei scuole e che ogni anno cambiano.

È l’incredibile vicenda che sta vivendo l’Istituto Comprensivo di Piazza Sicilia, 1400 ragazzi divisi tra le elementari Novaro Ferrucci – la più grande di Milano – e le medie Monteverdi. Una situazione kafkiana: da una parte c’è il diritto di una dirigente, Chiara Bonetti, a fare un’esperienza pluriennale all’estero, mantenendo la titolarità della scuola della quale è assegnataria. Dall’altra quello di studenti e insegnanti di poter avere una vita scolastica normale. In mezzo, le istituzioni che non sanno che pesci pigliare e i genitori disperati che protestano, raccolgono 1200 firme e arrivano a consegnarle nelle mani della ministra Fedeli, ottenendo molte promesse ma zero risposte. 

Il tutto, con la beffa che la dirigente, oltre allo stipendio, riceve anche  premi di rendimento e indennità per un lavoro che non ha mai svolto.  

La storia 
La vicenda inizia nel 2015, quando la preside del complesso, Angelina Di Guglielmo, va in pensione. Secondo la graduatoria, la prima ad avere il diritto alla “successione” è Bonetti, peccato che sia espatriata. L’ufficio scolastico regionale richiama Bonetti la quale comunica che non torna, poi promette di essere presente a inizio anno scolastico 2016, ma, contemporaneamente fa causa contro il richiamo, e la vince. Infine, comunica di aver vinto un dottorato, sempre a Metz, che durerà tre anni. Morale: ci si vede nel 2019. All’ufficio regionale (che non fa appello) non resta che arrendersi  e avviare le reggenze, già arrivate a due. 

A questo punto, entrano in gioco i genitori con la campagna “Un preside per Ics piazza Sicilia”: raccolgono le firme e le consegnano sabato 10 giugno alla ministra Fedeli, la quale si impegnata a interessarsi della cosa. «Dobbiamo trovare modalità per le quali, anche mantenendo il posto di lavoro, non succedano più situazioni del genere», ha detto.

Il Ministero, interpellato da Metro, ha fatto poi sapere che la prossima settimana gli uffici incontreranno i vertici dell’istituto e che al momento l’unica speranza per avere un preside fulltime è che Bonetti chieda la mobilità (ipotesi assai difficile). Come dire, nessuna buona nuova. ANDREA SPARACIARI

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