La Corte dei conti «Quel buco c'era»

  • Torino/Comune

COMUNE “La giunta Fassino ha lasciato al 31 dicembre 2015 il bilancio della città in una situazione di squilibrio strutturale: lo sancisce la Corte dei Conti nelle proprie conclusioni a termine della fase istruttoria. Cade così, definitivamente, il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine. La realtà dei fatti si dimostra molto distante da quanto propagandato fino ad oggi”. A parlare, attraverso un post su Fb, è la sindaca, Chiara Appendino.

Martedì, infatti, la Corte dei conti ha depositato la sua relazione sul rendiconto 2015 del Comune, nella quale si legge che il risultato di amministrazione positivo di Palazzo Civico, al 31 dicembre 2015, è “meramente contabile, in presenza di un fondo cassa pari a zero che, dopo l’applicazione di vincoli e accantonamenti diventa negativo”. 

Nel documento si parla anche di “sovrastima delle entrate in passato” e di “accertamenti di entrata rivelatisi non attendibili”.

La risposta di Fassino non si è fatta attendere: “Appendino continua a raccontare cose non vere e a attribuire ad altri le proprie  responsabilità”, ha detto l’ex primo cittadino. “L’esposizione debitoria della città è inferiore a quella del 2011 di oltre 400 milioni. Gli stessi  magistrati contabili hanno ritenuto apprezzabile il miglioramento della gestione corrente operato dalla giunta Fassino”.

L'attacco dell'ex assessore
Se da un parte Appendino ha incassato un punto dalla Corte dei Conti, dall’altra invece ha ricevuto una stoccata dal suo ex assessore Stefania Giannuzzi, invitata a lasciare il suo posto in giunta dopo i fatti di piazza San Carlo. “Sono amareggiata di come questa scelta politica della sindaca di Torino sia stata strumentalizzata e messa in relazione con i terribili fatti di Piazza San Carlo. Questo mi ferisce molto”, ha scritto su Facebook l’ex assessore che ha poi aggiunto: “Ho svolto il mio ruolo nell’unico modo che conosco: con gentilezza, onestà e capacità di ascolto, fiera dei miei valori e delle mie idee. Quelli che chiamano inadeguatezza questo modo di essere, si sbagliano, perché credo che ci sia un estremo bisogno di persone sensibili nella vita pubblica della nostra città e del nostro Paese”. SIMONA LORENZETTI

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