Galas, da Poe a Pasolini per esplorare il dolore

  • Diamanda Galas/Austin Young

TORINO È un’artista fuori dagli schemi e dalle regole, dalla vocalità impressionante, in grado di toccare accenti ed espressività unici. In quasi 40 anni di carriera Diamanda Galas, americana d’origine greca, ha esplorato nelle sue opere tutti i gradi della sofferenza, raccontando di oppressione e dolore, morte e tortura, spaziando da Poe a Pasolini, ma sfiorando anche il blues malato di Screami’  Jay Hawkins. È lei la protagonista dell’anteprima del Flowers Festival: oggi sarà presente al cinema Massimo (ore 21, ingresso gratuito) per la proiezione di “Schrei 27”, il film-installazione del video artist Davide Pepe e della stessa Diamanda. A seguire un incontro-dibattito con l’artista.
Venerdì presso la Lavanderia a Vapore nel Parco della Certosa di Collegno, la Galas terrà l’unica data italiana dove presenterà i suoi due ultimi album “All The Way” e “At Saint Thomas The Apostle Harlem”. Un’anteprima che introduce una delle tematiche del festival, dedicato per una sua sezione al lato oscuro della mente umana, in occasione anche del quarantennale della Legge Basaglia.

La rassegna, che si tiene a Collegno nel Parco della Certosa, parco urbano di 400.000 mq, in un’area attrezzata per 5000 spettatori, entrerà nel vivo a luglio con Wu Ming Contingent (7-8), Mannarino (11), Thegiornalisti (12), Gogol Bordello e Dubioza Kolektiv (13), Coez e Mecna (14), Samuel (15), The Zen Circus e Fast Animals and Slow Kids (16), Biffy Clyro (17), Einsturzende Neubauten (18), Brunori Sas (19), Le Luci della Centrale Elettrica e Yasmine Hamdan (20), Baustelle (21) e Levante (22).

Info: www.flowersfestival.it

DIEGO PERUGINI