Corte dei Conti, appello di Appendino sul debito

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TORINO «Da sindaca ho delle responsabilità prima di tutto nei confronti dei cittadini. Non è immaginabile che dall’oggi al domani possa ridurre di 200-300 milioni la spesa del Comune. Ci sono dei servizi pubblici che vanno erogati». Così la prima cittadina di Torino, Chiara Appendino, ha parlato ieri durante l’audizione davanti alla Corte dei Conti sul rendiconto 2015 e sul bilancio di previsione 2017 della Città, con particolare riferimento ai debiti nei confronti delle società InfraTo e Gtt.

Nel corso dell’audizione i giudici contabili hanno ribadito che nella loro relazione non si è parlato riferendosi a queste due società di debiti fuori bilancio. «Abbiamo evidenziato che esiste una passività - ha precisato l’estensore della relazione - altra cosa è il discorso tecnico su come inserirla nel bilancio». Due le strade allo studio dell’amministrazione per pagare i debiti: «L’iscrizione fuori bilancio che prevede un percorso delineato stabilito dalla legge», come ha spiegato l’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, oppure «la contrattazione con le società per il pagamento del debito in un periodo congruo».

«Con i revisori - ha aggiunto la sindaca - era stata intrapresa un’istruttoria che stiamo elaborando, abbiamo davanti queste sue strade le stiamo verificando entrambe e definiremo quella più corretta».

SIMONA LORENZETTI

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