Panico a Torino Si indaga su ipotesi bravata

  • TORINO

TORINO Si fa strada l’ipotesi di una bravata per il caos in piazza durante la finale di Champions’. Inchiesta aperta con persone sentite in questura e video sotto il microscopio, senza che manchino le polemiche per quanto è accaduto sabato sera in piazza San Carlo durante Juventus-Real Madrid. Sono 1.527 le persone rimaste ferite negli incidenti causati dal panico, e fra di loro ci sono due persone e un bimbo di 7 anni in condizioni che «destano maggiori preoccupazioni». La procura ha aperto un’indagine, ma non ha ancora definito il reato di “procurato allarme”: prima vuole capire come si sono svolti i fatti. Due ragazzi però sono stati sentiti in Questura e secondo alcune fonti avrebbero ammesso la bravata. Forse collegata alle immagini di un giovane a torso nudo con un vistoso zaino intorno al quale la folla apre improvvisamente il vuoto. Non è del tutto chiaro se sia esploso anche un petardo. Possibile quindi la simulazione di un attacco terroristico, oppure solo il panico scatenato da rumori e atteggiamenti sospetti. 
Le polemiche invece hanno investito l’organizzazione dell’evento, in quanto secondo alcuni ci sarebbero state troppe bottiglie di vetro (sono stati i cocci a ferire la stragrande maggioranza dei fuggitivi) e troppa birra in circolazione, senza che sia chiaro se siano state emesse limitazioni in materia. La Città di Torino ha precisato in proposito che l’organizzazione era affidata a Turismo Torino con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno. La sindaca Appendino ieri dopo la riunione in Prefettura ha fatto visita ai feriti.

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