Blue Whale Gironi virtuali mortali

  • Alessia Chinellato

Figli di una generazione morta, incapace di connessioni reali, perché vive troppo nel virtuale. È nella nicchia di adolescenti sempre più Hikikomori -ossia ritirati virtuali - che si annidano con maggiore veemenza le stramberie più estreme, che portano fino al suicidio. È il caso dell’ormai famoso #BlueWhale. Non ci sono prove che il gioco – che dura 50 giorni – e impone prove sempre più ardite (dall’incisione della pelle al salto nel vuoto) esista davvero, ma il rischio emulazione è dietro l’angolo. Manipolazione psicologica e solitudine estrema si insinuano sempre più nella normalità di famiglie all’apparenza serene. Così prende piede questo nuovo disagio, muto eppure così pericoloso. Il problema è che – spesso – i genitori non sanno come proteggere i propri figli dai pericoli che si celano sul web. Nonostante la buona volontà, anche le Istituzioni arrancano. La polizia di Stato ha pubblicato un vademecum sulle regole per aiutare i ragazzi a denunciare eventuali situazioni di pericolo su www.commissariatodips.it. Molti i consigli anche per i genitori per percepire i segnali di allarme di un adolescente il cui atteggiamento – però – è difficilmente decifrabile in quanto sempre più taciturno, lontano dalla realtà, fissato su una virtualità parallela incipiente.

ALESSIA CHINELLATO
Giornalista e blogger

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