Superare i campi rom «I primi entro due anni»

  • Roma

ROMA Un piano per chiudere i campi rom della Capitale, attraverso l’inclusione sociale. È il progetto che ieri la sindaca Virginia Raggi e l’assessora alle Politiche Sociali Laura Baldassarre hanno presentato ieri, dedicandolo alle tre sorelle Halilovic, assassinate nel rogo del furgone a Centocelle.

«Fermiamo la mangiatoia che per troppi anni c'è stata sui campi da parte della criminalità e di mafia capitale» ha dichiarato Raggi prima di presentare il piano, che si articola su quattro direttrici: l’inclusione scolastica, l’accompagnamento al lavoro, l’informazione e l’avvicinamento ai servizi di prevenzione e di assistenza per la salute, e la graduale chiusura degli insediamenti attraverso percorsi per aiutare gli ospiti dei campi a sistemrsi in abitazioni normali.

Il piano, finanziato con fondi dell’Unione Europea pari a 3,8 milioni, prevede un Patto di responsabilità che  rom, sinti e caminanti (italiani e stranieri) dovranno sottoscrivere con il Comune: una sorta di carta dei diritti e dei doveri, che se non sarà rispettata porterà i trasgressori fuori dal piano.

I primi due insediamenti interessati dal progetto sono La Monachina e La Barbuta, abitati rispettivamente da 656 (con circa 100 nuclei familiari) e 115 persone (30 i nuclei familiari). Nelle intenzioni dell’amministrazione questi due campi saranno chiusi entro 3 anni. Attualmente negli insediamenti autorizzati della Capitale i rom censiti dai vigili nel 2017 sono 4.500.

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