Ucciso al rally nove gli indagati

  • TORINO/RALLY

GIUSTIZIA Svolta nell’inchiesta aperta dalla procura di Torino sulla tragedia del rally della Città di Torino, costata la vita al piccolo Aldo, un bambino di sei anni. La procura, che già aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, martedì ha iscritto sul registro degli indagati i primi nomi. Sono nove le persone sotto accusa: sono cinque organizzatori del rally, il pilota della Skoda uscita di strada, il navigatore, il papà e la mamma del bimbo deceduto. Mercoledì mattina sarà assegnato l'incarico per l’autopsia sul piccolo Aldo. 

Intanto anche la vettura è stata messa sotto sequestro per essere poi sottoposta a una consulenza tecnica. Oltre all’ipotesi che il bambino stesse seguendo la corsa con i genitori in un punto vietato, la procura sta valutando altri profili investigativi: dall’efficienza dell’organizzazione, alle condizioni del circuito. Non solo.
S’indaga anche sullo stato di salute del pilota. L’uomo alla guida dell’auto, Cristian Milano, secondo il racconto del navigatore Luca Pieri, potrebbe aver avuto un malore. Di conseguenza avrebbe perso il controllo del mezzo in corrispondenza di una curva dopo aver urtato il cordolo stradale: l’auto è quindi uscita dalla carreggiata finendo la sua corsa nella zona di prato dove si trovavano gli spettatori. Tra il pubblico c’era anche la famiglia Ubaudi, con il piccolo Aldo. 

Agli atti dell’indagine c’è poi anche un video amatoriale girato da uno spettatore. Il filmato, diffuso ieri dai carabinieri, mostra i sette tragici secondi nei quali si è consumata la tragedia. Immagini che ora verranno analizzate dagli esperti della procura per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto sabato scorso. SIMONA LORENZETTI