Niente aiuto Lahfidi sfrattato

  • TORINO

CITTA' «Io me ne vado, ma mi chiedo che fine hanno fatto tutte le promesse che avevo ricevuto dopo capodanno». Sono le tristi parole con le quali Mustapha Lahfidi ha salutato ieri la casa nella quale ha vissuto con la moglie Souad Ghennam negli ultimi 14 anni. Lo sfratto, infatti, è diventato esecutivo e le proroghe sono scadute. Ma a far arrabbiare Mustapha non è tanto l’ufficiale giudiziario, quanto la massa di promesse che aveva ricevuto dalle istituzioni, Comune e Regione, il giorno dopo capodanno. Da quando cioè lui e i suoi familiari erano stati scambiati per terroristi islamici pronti a colpire e una massa di gente terrorizzata aveva abbandonato una sala del cinema Space di via Livorno.

Allora fu una corsa a scusarsi, a promettere che le istituzioni lo avrebbero aiutato a trovare un’altra sistemazione. Nella casa che ha dovuto abbandonare, si erano presentati anche l’assessore comunale Marco Giusta e quella regionale Cerutti. Ieri invece non si è fatto vivo nessuno. Mustapha ha impacchettato tutto e si è trasferito in una nuova casa, 400 euro al mese per una stanza e servizi, che si è trovato da solo. «Mi avevano detto che mi avrebbero aiutato a trovare casa, ma così non è stato. Mi sono dovuto arrangiare», dice sconsolato. METRO

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