La danza di Martens tra sguardo interiore e nuove tecnologie

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TORINO Due performance da non perdere chiuderanno domnai, alle ore 21, alla Lavanderia a Vapore di Collegno l’edizione 2017 di “Interplay”, il festival internazionale di danza contemporanea. Ad aprire la serata sarà il belga Jan Martens che, in “Ode To The Attempt”, giocherà in prima regionale, con le nuove tecnologie in un solo creato per se stesso. Si tratta di un tentativo fresco e nostalgico di aprire il suo mondo allo sguardo esteriore. Sul palco si verrà a creare un luogo dove guardare a sé e alla società in cui si vive, portando in scena la generazione di ragazzi, ai quali Martens stesso appartiene e che hanno nelle nuove tecnologie un prolungamento del loro corpo e del loro modo di comunicare. Martens procede per tentativi, attraverso i quali crea una sorta di autoritratto-collage della sua vita privata e lavorativa, portando in scena con ironia se stesso e il  suo doppio, tra realtà e finzione virtuale. A seguire arriverà Simona Bertozzi nel suo “Prometeo: il dono” che la vedrà protagonista sulla scena con Aristide Rontini e Stefania Tansini. L’alfabeto  di questa coreografa, danzatrice e performer che vive a Bologna, raggiunge una piena maturità stilistica, rapendo lo sguardo dello spettatore. La consegna di Prometeo è introdurre l’umanità alla capacità di creare, di forgiare, di coltivare e costruire. In questo secondo quadro coreografico del progetto “Prometeo”, la riflessione sulla natura del dono si attualizzerà nella capacità di addentrarsi in una traiettoria d’indagine, di esercitare un linguaggio che, nella sostanza del gesto e del movimento, possa farsi luogo della visione e delle mutevoli corrispondenze fra le immagini (Info: mosaicodanza.it).

ANTONIO GARBISA

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