Governo, turbolenze verso voto anticipato

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ROMA  Arriva la settimana delle turbolenze che probabilmente metteranno fine al governo Gentiloni e potranno al voto anticipato in autunno. L’idea dei renziani è quella di accelerare sulla legge elettorale, con un sistema tedesco che ha avuto il via libera dai 29 mila elettori del sito del Movimento 5 Stelle, come ufficializzato da Beppe Grillo sul suo blog.  «Domani (cioè oggi, ndr) si decide tutto», ha fatto sapere ai suoi il segretario del Nazareno. Oggi i dem vedranno Mdp, SI e M5S, domani Forza Italia, stesso giorno in cui il Pd terrà la sua direzione. «Il Presidente della Repubblica -ha detto Renzi - ci ha chiesto di fare un accordo sulla legge elettorale e noi veniamo da una cultura istituzionale per cui gli appelli del Presidente della Repubblica sono vincolanti, specie per il partito di maggioranza». L’ipotesi - in presenza di un accordo ampio - è quella di abbreviare i tempi. Si comincia a votare mercoledì, dopo la direzione dem. Entro il 5 il voto finale in Commissione, poi il via libera di Montecitorio per il 7 o l’8 giugno, prima delle amministrative. Ma se Renzi aveva indicato entro fine luglio la deadline per l’ok del Senato, il semaforo verde potrebbe arrivare anche a fine giugno. Grillo rilancia: «Cercano disperatamente di arrivare al giorno della loro pensione da privilegiati che scatta il 15 settembre. Il MoVimento 5 Stelle vuole che si vada al voto prima di questa fatidica data». Ma non è l’unico tema caldo: si cominciano anche a votare i provvedimenti economici e tra questi i voucher, sui quali Mdp esce dalla maggioranza e che anche gli orlandiani non sostengono. Per chi si è scisso  dal Pd «al Senato la manovra passerà solo con i voti di FI». Intanto indiscrezioni sottolineano la preoccupazione del Colle per la prossima manovra. Sarebbe in ogni caso l’attuale governo a preparare la manovra, «si tratterebbe - spiega una fonte parlamentare dem - di un bilancio di transizione». Ma occorrerà fare i conti con le clausole sull’Iva e aprire una trattativa con l’Europa per fare più deficit. Entro ottobre bisognerà votare la nota di aggiornamento sul Def con 161 voti al Senato.

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