La danza di Guy Nader scandaglia il tempo

  • Torino/Danza - Interplay

TORINO Sessanta minuti in omaggio al ritmo e alla musicalità creati dai movimenti. Ad esprimerlo stasera, in prima nazionale, alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri per “Interplay”, il festival internazionale di danza contemporanea, sarà “Time Takes The Time Time Takes”, lo spettacolo coreografato dal libanese Guy Nader, le cui creazioni sono state presentate in eventi e teatri internazionali, passando dal Regno Unito alla Germania, dalla Spagna alla Corea del Sud, e da Maria Campos.

Oggi in tour in tutta Europa e con una data anche al festival indiano Attakkalari, questo spettacolo indaga il concetto fondamentale del tempo come ripetizione e accumulo di oscillazioni.

Lo fa basandosi su qualcosa di semplice come un pendolo. Ecco perché sul palco si viene a creare una complessa sequenza di meccanismi che si realizzano e si negano a loro volta tramite la complicità dei cinque performer.

Sono loro a compiere movimenti ripetuti che incorporano i meccanismi di misurazione del tempo e dello spazio, esplodendo tramite incontri-scontri sempre differenti sulla scena ed evolvendosi in una rappresentazione del moto perpetuo. Un caleidoscopio di figure e di movimenti e corpi che finisce per ipnotizzare lo spettatore esaltando l’idea del tempo come un grande continuum. 

ANTONIO GARBISA