Morto l'astrofisico Giovanni Bignami

  • Scienza

E' morto a 73 anni Giovanni Bignami, astrofisico, pioniere di nuove astronomie dell'invisibile. Bignami, al quale fu dedicato l'asteroide 6852 Nannibignami scoperto nel 1985, è stato Presidente della Agenzia Spaziale Italiana e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e ha diretto il maggior Centro di Studi Spaziali di Francia, Paese che gli dato la Legion d'Onore. Ha scritto una decina di libri di comunicazione scientifica, tradotti in sette lingue. Alla Rai lavorava, tra l'altro, con Piero e Alberto Angela.

La presidenza dell'Asi. Nato a Desio, nella provincia di Monza e Brianza, il 10 aprile del 1944, Bignami si era occupato da subito di ricerca spaziale. Dal 1988 al 1997 è stato principal investigator della missione XMM-Newton dell'ESA. E' stato professore ordinario di Astronomia e Astrofisica presso lo IUSS di Pavia. E' noto a livello internazionale soprattutto per il lavoro ventennale che portò all'identificazione della prima stella di neutroni senza emissione radio, Geminga. Dal 1997 al 2002 è stato anche direttore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana dove ha avviato, tra l'altro, il programma di piccole missioni dell'Asi. Dal 2003 al 2006 è stato direttore del Centre d'Etude Spatiale des Rayonnements a Tolosa, uno dei centri spaziali più importanti di Francia. Il 16 marzo 2007, il Consiglio dei ministri lo ha nominato presidente dell'Asi.

L'Inaf. Nell'agosto 2010 il MIUR lo ha nominato presidente dell'Inaf, l'Istituto nazionale di astrofisica, dove è rimasto in carica fino all'ottobre 2015. Attualmente ricopriva la carica di presidente del consiglio di amministrazione del progetto Ska e di professore ordinario di Astronomia e Astrofisica presso lo Iuss di Pavia. Tra i suoi meriti quello di esser stato un grande divulgatore scientifico, collaborando con diverse testate. Autore di numerosi libri, nella sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 2004 ha ricevuto dall'Accademia dei Lincei il premio quadriennale per l'Astronomia del Ministero dei Beni Culturali della Repubblica Italiana, nel 2000 è stato nominato Officier de l'Ordre National du Merite de la Republique Francaise, mentre nell'aprile 2006 è stato nominato Officier de la Legion d'Honneur per meriti scientifici. 

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