Trump sotto torchio per il Russiagate

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USA Scatta la super indagine sui presunti legami tra lo staff del presidente americano Donald Trump e il Cremlino durante le presidenziali. A guidarla sarà la figura terza dell’ex capo dell’Fbi, Robert Mueller, nominato dal ministero della Giustizia. Avrà però meno poteri e autonomia rispetto ai magistrati che in passato hanno avviato le mosse degli impeachment contro gli inquilini della Casa Bianca. La prospettiva di una messa in stato di accusa del presidente appare comunque remota, anche per la complessità della procedura che prevede maggioranze pesanti per procedere alla Camera e al Senato. Se dunque non emergeranno prove schiaccianti, l’indagine potrebbe trasformarsi in un assist a Trump.

Indagini estensive

Mueller è stato autorizzato ad indagare «su ogni legame e/o coordinamento tra il governo russo e individui associati alla campagna del presidente Donald Trump e su ogni questione che emerge o può emergere direttamente dall’indagine», lasciando intendere che potrà indagare anche sulle presunte pressioni di Trump su Comey per insabbiare l’inchiesta. Intanto il Washington Post scrive che il leader di maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Kevin McCarthy, nel 2016 avrebbe detto ai colleghi di partito che Trump «è sul libro paga di Putin». McCarthy ha smentito definendo l’affermazione «una battuta riuscita male».

«È una caccia alle streghe”

Da parte sua il presidente reagisce con durezza definendo il Russiagate «la più grande caccia alle streghe della storia americana. Non c’è stata alcuna collusione con il Cremlino e le indagini lo dimostreranno. Non vedo l’ora che questa vicenda si chiuda velocemente». Ma i guai non sono finiti. «Molti sono arrabbiati» nel Mossad per la decisione di Trump di passare ai russi informazioni sui piani Isis per celare esplosivo nei laptop e tablet per far saltare in aria aerei di linea. A dirlo è Danny Yatom, che è stato capo del Mossad (lo spionaggio israeliano) fino al 1998.

Ora tocca a Mueller ma con poteri limitati

Sarà dunque Robert Mueller, predecessore di Comey a capo dell’Fbi, a guidare come “procuratore speciale” l’indagine sul Russiagate. Lo ha deciso il ministero di Giustizia Usa dopo le pressioni bipartisan del Congresso. Il 72enne magistrato newyorchese non avrà però i poteri e l’autonomia assoluta di un “independent counsel” - come Kenneth Starr, che avviò l’impeachment di Clinton - perchè questa figura dal 1999 non è più contemplata dall’ordinamento Usa. Mueller sarà “consigliere speciale”, un incarico che può essere revocato dal ministro della Giustizia.

METRO

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