Prevenire i guasti grazie all'hi-tech

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MOTORI Nel 2022, il Vecchio Continente diventerà il primo mercato al mondo per le auto connesse. Il fatturato, infatti, del settore hitech crescerà a ritmi sostenuti passando dai 16,4 miliardi di euro stimati per quest’anno ai 48,4 miliardi di euro stimati nel 2022 (+195,1%) e superando quindi per la prima volta gli Usa. Queste le previsioni, risultato di un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio realizzato dalla società di consulenza internazionale PwC.

Il perché di questi numeri da capogiro è presto detto. Le auto connesse rappresentano un’innovazione tecnologica che sta attirando l’attenzione sia delle medie che delle grandi aziende del settore, oltre alle startup che ogni giorno si moltiplicano. Tanto che negli ultimi anni si trovano sempre più auto dotate di radar, telecamere, sistemi di diagnostica a distanza e altri strumenti telematici che, grazie alle connessioni Internet e ai dispositivi mobili, sono in grado di comunicare non solo con le infrastrutture stradali, ma in futuro anche con altri veicoli e in più con altri dispositivi. La rivoluzione delle auto connesse comporterà, tuttavia, delle sfide di adeguamento anche per il settore dell’aftermarket automobilistico e, nello specifico, per le officine che offrono assistenza. La crescente connettività delle auto renderà, come detto, fattibile anche la comunicazione a distanza tra conducente e autoriparatore. L’assistenza, insomma, sarà sempre più digitale e, sia pure in un futuro non immediato, sarà anche possibile intervenire prima che il guasto al mezzo si sia effettivamente verificato.

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