Italia, Paese di artigeni

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ROMA. «Una famiglia di pastori sardi che si apre alla Rete permettendo ai clienti online di adottare a distanza una pecora... Un barista milanese che decide di premiare le coppie di amici e fidanzati che si baciano nel suo locale offrendo loro un calice din vino... Una fiorista con la passione del canto che si inventa un lavorosu misura, diventando di fatto la prima cantafiorista italiana...». Storie. «Storie imprenditoriali provenienti dai quattro angoli di Italia, che hanno in comune un’idea innovativa per presentarsi, aggregare una communty, fidelizzare un cliente, vendere un prodotto  o un servizio». Giampaolo Colletti, giornalista e comunicatore d’impresa, ne ha raccolte oltre cento di queste storie e ce le racconta in “Sei un Genio!” (Hoepli), un libro-guida al mondo degli “artigeni”. 

Chi sono gli artigeni?
Sono artigiani digitali dalle idee geniali.  Imprenditori, freelance e liberi professionisti, lavoratori digitali che hanno un’idea per fare impresa. Ma anche lavoratori dipendenti.

Che tipo di impresa?

Si tratta del tessuto produttivo manufatturiero. Commercio, vendita online e servizi al cliente.

Artigeni solo perché geniali?

Artigeni non si nasce. Certo, un’dea “wow” può fare la differenza! Un’idea parte da una genialità spesso innata, ma per svilupparsi necessita di ricerca e tanto sudore.  Oltre alla capacità di fare rete. Le migliori aziende nascono dove si fa rete.

Il suo libro è quasi un viaggio temporale nel dipanarsi di un’idea che diventa realtà: quand’è che  un’intuizione crea valore e perché no, anche occupazione?

«Non c’è una formula specifica. Direi che insieme alla preparazione, serve fortuna e soprattutto il giusto contesto. Un fuoriclasse è il prodotto di un contesto territoriale particolare. Come nel caso di  di Elisa Cusumano - trentenne impegnata nel caseificio di Solara di Bomporto, nella provincia modenese colpita dal terremoto. La sua energia è pari solo alla sua genialità: ha deciso di vendere sul web 42 mila forme di parmigiano provenienti da 20 aziende consorziate tra loro. 

Se il web è la chiave dei successo di queste imprese, viene da pensare che siano solo i giovani ad essere protagonisti...

No. Giovani e silver  si possono alleare. Mestieri antichi rivivono grazie allo scambio costante con le giovani generazioni. Faccio un esempio: Giulio Menossi, mosaicisat di Udine. Menossi dialoga con i suoi studenti dalla sua fanpage e sono tanti ad ascoltarlo per capirne i segreti.

Il suo libro è anche una cassetta degli attrezzi per realizzare la propria idea. Esiste un percorso per diventare artigeni?

Lo racconto nell’ultimo capitolo: dieci passi che sono anche una sintesi del viaggio. Il primo passo è  l’ascolto. Gli artigeni hanno buon fiuto, sanno mettersi in ascolto del mercato  

Lei ha raccolto oltre 150 storie. In Italia ci sono , secondo la Cgia, oltre 5 milioni di imprese autonome. Tutti potenziali wwworkers?

Queste realtà non spsostano il Pil, ma hanno una forza straordinaria che sta nell’accendere le comunità in cui si sviluppano. Il futuro sta nel  saper raccontare bene quello che fanno.

SERENA BOURNENS

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