Su Roma Tpl valutiamo l'intervento dell'Anac

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ROMA «Così non si puo andare avanti. Se da anni il consorzio Roma Tpl non è in grado di garantire i Durc (Documento unico di regolarità contributiva), nè i salari dei suoi dipendenti, la strada da percorrere è la rescissione del contratto». Enrico Stèfano, presidente della Commissione capitolina sui trasporti, spiega la strada che l’amministrazione intende adottare.

«Nel trovare un’alternativa al contratto da 120 milioni di euro l’anno, chiederemo l’intervento dell’Autorità nazionale anti corruzione, che ci accompagni in una risoluzione dell’accordo con Roma Tpl, viste le sue ripetute mancanze. Un percorso nel quale potrebbe avere un ruolo anche la prefettura, dal momento che in questi anni non è stato garantito un servizio pubblico essenziale».

Il Comune ha stretto il contratto con Roma Tpl per gestire le linee del trasporto pubblico su gomma quasi sette anni fa, per un valore complessivo di circa un miliardo di euro. La scadenza è a giugno 2018. «Stiamo già valutando altri partner, ma a questo punto potremmo davvero chiudere con Roma Tpl prima dei termini», ha detto Stéfano, aggiungendo: «Le clausole sociali impegnerebbero comunque la controparte ad assumere i lavoratori di Roma Tpl».

Sulla questione ieri le opposizioni (Pd e Fdi) hanno depositato una richiesta per un consiglio comunale straordinario.

PAOLO CHIRIATTI

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