L'azzardo parigino

  • Maurizio Guandalini

ROMA Un soufflé. Dolce e salato, cotto ma non secco, gonfio ma non troppo. Le elezioni presidenziali francesi del 23 aprile si presentano così. Riusciranno a seguire la ricetta, principe, della cucina d'oltralpe e, quindi, eleggere un Capo dello Stato a regola d'arte? Le Pen, Macron, Fillon, Melenchon o Hamon? Non conta il partito di provenienza. Gaullisti, repubblicani, socialisti, le formazioni politiche tradizionali, che hanno deciso le sorti di ogni elezione, sono saltate. Puff. Scomparse. Azzerate. Conta la persona, come in tutte le democrazie evolute, o meno. Vale in Francia, come in Italia. Per questo stiamo lì con il coccolone per sapere il finale.

In ballo c'è molto. Si andrà al ballottaggio. Sarà un match tra la no euro, no immigrati, Marie Le Pen e, il trentanovenne, senza partito, senza esperienza, uscito dal nulla, mai fatto politica, se non per poco tempo ministro indipendente nel Governo socialista, tal Emmanuel Macron? 
Il timore per alcuni, e l'auspicio per altri, è che si giocano l'Eliseo gli estremismi.

I sondaggi indicano loro due come sfidanti di fine corsa. Ma si sa con i numeri si va cauti. E infatti dietro la porta ci stanno quel Fillon centrista, moderato, una volta dato per vincente ma ora impelagato negli scandali famigliari e Melenchon, estrema sinistra, un comunista 2.0. Distanziato, Hamon, l'eretico che ha vinto le primarie dei socialisti ma vittima dell'immagine stanca di Hollande.  Qual è il timore, per alcuni e, l'auspicio, per altri? Che si giocano l'Eliseo gli estremismi: Le Pen e Melenchon, praticamente quelli che renderebbero traballante l'ordine costituito, come se in Italia ci fosse un testa a testa Salvini -Vendola. Ma moltiplicato per due. O per tre. Il generale Charles De Gaulle si rivolterebbe nella tomba. D'un colpo traballerebbe, agli occhi delle nazioni, la grandeur, e s'agiterebbero scenari a tinte fosche.

L'Europa dopo la Brexit inglese si vedrebbe ferita nel costato: il rischio emulazione potrebbe diventare prassi. Quindi addio azzardo e paure o populismi della rasdora. Via libera ad altre uscite dal Vecchio Continente. O,  per lo meno, il Sistema europeo, siffatto, non reggerebbe più. Anche se occorre distinguere gli strilli della campagna elettorale con il Governo di una nazione come la Francia: anche madame Le Pen dovrebbe scendere a miti consigli e non fare l'arruffapopolo. Tranquilli. Nulla sarà come prima, soprattutto rispetto alle nazioni che andranno a votare dopo i francesi. I granitici tedeschi ma, di più, i cacasotto italiani, imbranati e incerti, a partire dalla legge elettorale, alle leadership, ai programmi. Sempre sospesi. Ma in attesa di chi? Dello Spirito Santo che toglie i peccati del mondo?

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