La ricetta per la scuola è spendere molto di più

  • TONY SACCUCCI

Capita che proprio mentre ti stai rileggendo la parte finale de “La strana disfatta” di March Bloch il Consiglio dei ministri approva gli otto decreti legislativi di attuazione della 107, la riforma scolastica fortemente voluta da Renzi. Il 7 aprile c’è stato l’ok ai decreti attuativi della Buona scuola. Per l’ex premier «Quella legge arriva finalmente a compimento. Ci sono tante cose che si potevano fare meglio ma ci sono cose come questa che cambieranno definitivamente il sistema scolastico». Sostenitori e detrattori ripetono un copione già visto. Così, chiudi i giornali e apri “La strana disfatta”: “Non si rifà l’educazione di un Paese raccomodando vecchie routines. In tema d’insegnamento la presunta rivoluzione nazionale ha continuamente oscillato tra il ritorno alle routines più stantie e la servile imitazione di sistemi che sono estranei al genio del nostro popolo”. Sta parlando un francese del 1940, ma potrebbe essere un italiano nel 2017. Continua Marc Bloch: “S’impone anzitutto una condizione pregiudiziale così imperiosa che la sua mancata realizzazione renderebbe impossibile l’attuazione di qualunque cosa seria. È necessario che, sia per l’educazione dei suoi giovani sia per lo sviluppo permanente della cultura nel complesso dei cittadini, la Francia di domani sappia spendere incomparabilmente più di quanto si sia rassegnata a fare sino ad oggi”. “Spendere incomparabilmente di più”. Allora sì, forse un giorno avremo un buona scuola.

TONY SACCUCCI
Insegnante e scrittore

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