Italia leader in agricoltura sociale

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ROMA Produrre vino in maniera solidale e stare sul mercato è possibile. Questo il presupposto attorno a cui ruota l’appuntamento “Prodotti della terra, storie di persone. Vini da narrazione: ogni vino una storia da raccontare che narra di qualità, professionalità, passione, territorio, tradizioni, coesione, comunità”, promosso al Vinitaly dalla Cia-Agricoltori Italiani in collaborazione con il Forum Nazionale Agricoltura Sociale. Presente all’iniziativa il viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero.
L’azienda agricola insomma non è più sinonimo solo di cibo, campagna, paesaggio rurale: oggi vuol dire anche welfare, uno spazio solidale dove le fasce deboli della popolazione possono costruire nuove relazioni sociali e ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. Così l’agricoltura sociale ha saputo coniugare l’imprenditorialità agricola con la responsabilità e l’impegno per la collettività.
L’Italia oggi si colloca ai primi posti dello scenario europeo con oltre 3.000 progetti e pratiche di agricoltura sociale all’attivo. Tantissime le aziende che hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura, promuovendo l’offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati). Un fenomeno in  espansione, contando oltre 4 mila addetti su tutto il territorio nazionale e toccando un valore della produzione di 200 milioni di euro.

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