Vinicio Capossela canta le ombre e gli spaventi

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ROMA  «Da molti anni, nei tour che seguono l’uscita di un disco, mi sforzo di mettere in scena l’immaginario dell’opera. È la grande possibilità dei concerti in teatro, realizzare la cosiddetta “sospensione dell’incredulità”. In questo tour è la materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo». Con queste parole Vinicio Capossela, una delle firme più creative e originali del panorama musicale italiano, introduce “Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi”, il suo nuovo tour che approda questa sera alle 21 al Parco della Musica.

Capossela presenterà dal vivo la seconda parte del suo ultimo album “Canzoni della Cupa” e brani di repertorio legati a doppio filo all’immaginario oscuro e misterioso dell’Ombra.

«Si tratta di abituarci al buio - spiega Capossela - e finire in una specie di ipnosi a metà tra veglia e sonno che faccia affiorare in noi le creature che ci abitano. Che ci conduca nell’Ade o nel buio di una silouette o nel rovescio di uno specchio o in un bosco nella notte di plenilunio o nei riflessi di una caverna».

«Ci sarà - prosegue - un gruppo musicale dalla timbrica ombrosa, corde di violino, onde elettromagnetiche, membrane di tamburo». 

E nel foyer sarà anche disponibile una cabina per quanti vogliano farsi fotografare l’ombra del viso, «la parte evanescente di noi stessi, la più misteriosa». Info: 0680241281. 

STEFANO MILIONI

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