Tempo di allergie e lo stress non aiuta a combatterle

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SALUTE. Sos primavera. Come ogni anno inizia la lotta alle allergie da polline. Che sono molto più frequenti di quanto si pensi: colpiscono una persona su cinque (il 19,5% della popolazione). Con sintomi che vanno dagli starnuti al naso che cola fino al prurito e alla lacrimazione degli occhi. La regola principale, semplice ma basilare, per ridurre al minimo questi sintomi è fare attenzione ai gesti della vita quotidiana. Ovvero in casa non tenere le finestre aperte per periodi prolungati e non comprare fiori freschi, spolverare spesso e togliere i tappeti. Quando si è fuori evitare di camminare vicino a giardini e parchi. E sia dentro che fuori le quattro mura mettere all'angolo un nemico da tenere lontano, anche in questo caso: lo stress che secondo una ricerca dell'inglese National Pollen and Aerobiology Research Unit, peggiorerebbe visibilmente anche i sintomi delle allergie stagionali. Assai colpiti gli occhi. Vittime anche dei gas inquinanti e del microparticolato che si depositano sulla congiuntiva innescando una reazione infiammatoria che altera la barriera epiteliale e attiva le cellule del sistema immunitario. «La terapia delle congiuntiviti allergiche è quella di evitare l’agente nocivo che le causa - spiega la dottoressa Pierangela Rubino, della sezione di Oculistica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma - ma questo può risultare difficile per gli allergeni perenni e perché la superficie oculare è troppo ampia per evitare i comuni allergeni (per esempio quelli presenti nell’aria). Tra i principali trattamenti i sostituti lacrimali che hanno la funzione duplice di diluire l’allergene e i mediatori dell’infiammazione e di rimuoverlo dalla superficie. Oltre ai colliri antistaminici, di quelli con gli stabilizzatori di membrana e di quelli con il cortisone che sono usati nei casi più gravi».

Luisa Mosello