Farmacap riaccende la polemica politica

  • Roma

ROMA L’allontanamento di Simona Laing (nella foto), dg di Farmacap scelta dall’ex sindaco Ignazio Marino per risanare la società del Campidoglio che gestisce le farmacie comunali, è diventato un caso politico. Laing nei giorni scorsi ha rilasciato interviste nelle quali ha rivendicato il risanamento della società partecipata al 100% dal Campidoglio, e attribuendo il suo allontanamento, sotto l’amministrazione Raggi, al nuovo corso impresso in Farmacap. Ieri dal Pd è arrivato un coro unanime di solidarietà.

Ma nel pomeriggio il commissario straordinario di Farmacap, Angelo Stefanori, scelto dall’amministrazione Raggi, ha elencato i punti dolenti che hanno motivato il provvedimento: «La principale anomalia riguarda la gestione dell’acquisto dei farmaci: la legge sugli appalti impone una programmazione dell’approvvigionamento, mentre l’ex dg ha predisposto una sola gara relativa a una fornitura da 9,5 milioni euro, seguita da una gara più piccola, aggiudicata ad altro soggetto, da 5 milioni». Sarebbero stati quindi acquistati «farmaci per 16 milioni solo dal vincitore della prima gara», e «chiudendo il mercato ad altri competitor che avrebbero potuto offrire sconti maggiori».

Per Stefanori inoltre ci sarebbe stato un uso improprio del magazzino centrale Farmacap: «Si rastrellavano farmaci contingentati e rari, anche antitumorali, venduti a una società commerciale di Napoli», che li avrebbe esportati all’estero. Stefanori ha anche liquidato il risanamento della gestione Laing come «pieno di ombre», stigmatizzando i licenziamenti come punitivi. Anche la Filcams Cgil ha salutato con favore l’allontanamento di Laing. Che però ha promesso di impugnare il provvedimento contro di lei.

METRO
(Foto da Facebook)

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