Alatri, Italia incapace di punizioni esemplari

  • Maurizio Baruffaldi

Ci ritroviamo ancora, per l'ennesima volta, a fare i conti con l'orrore che supera la capacità di comprendere. Un ragazzo di vent'anni colpito a ripetizione, come un fantoccio. Un corpo massacrato sul quale si avventano esseri indecifrabili, nè uomini ma nemmeno bestie: gli animali lo fanno per fame e per difesa, qui non c'è un nome per qualificare. Sono frutti del nulla. Dell'odio come unica moneta da spendere. Anche verso se stessi: solo chi odia tutto può arrivare a compiere una strage così vuota di senso. La ragazza parla di spintonate provocatorie, di scintilla accesa da un ubriaco; ma dice anche che prima del pestaggio finale, anche i buttafuori abbiano colpito il povero Emanuele. 
Siamo allenati a sfogarci sui meno pericolosi, perché degli altri abbiamo paura. Ancora una volta vedremo qualche anno di pena a uno solo, quello che ha dato il colpo finale, e tutti gli altri via liberi. Invece chi adesso si inzuppa nella cronaca dei risvolti e delle lacrime, dovrebbe essere informato anche del fatto che chi ha dilaniato quel ragazzo marcirà in galera. E che ai complici, attivi e muti alla pari, saranno riservate un po' di sbarre salutari.

MAURIZIO BARUFFALDI

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