Mannarino: Apriti Cielo è il mio inno alla vita

  • Alessandro Mannarino

ROMA «Mi piace il fatto che l’espressione “apriti cielo” possa essere letta in modi diversi, sia come un’esortazione che come un’esclamazione, e mi piace il fatto che ognuno possa dare il proprio senso e il proprio significato al titolo come quando si guardano le nuvole o le stelle e si creano delle forme. Siamo noi che mettiamo i significati nelle cose della vita, possiamo trarre un senso positivo o negativo a tutto quello che troviamo. Questo è un po’ il significato del disco: la tua vita dipende da te».
Queste le parole di Mannarino, cantautore (classe 1979) fra i più apprezzati e amati della nuova scena musicale italiana, per introdurre “Apriti Cielo”, il suo nuovo lavoro discografico, al centro dei due concerti che l’artista romano terrà domani sera (sold out) e domenica al Palalottomatica. A ben tre anni dall’ultimo album Mannarino torna con la sua scrittura evocativa, caratterizzata da un sound internazionale che rimanda alle atmosfere del Brasile, all’Africa e a New Orleans, attingendo sempre al rock, al blues e persino alla canzone popolare romanesca.
«Il disco è un inno al vitalismo e alla spinta che determina ogni singola vita», spiega Mannarino, che tempo fa ha dichiarato che la sua musica si ispira alla famosa frase di Vinicius de Moraes “il samba è una tristezza che balla”.
Nel concerto, oltre alle nuove canzoni, troveranno spazio anche brani tratti dai suoi precedenti lavori.
(Per info tel. 892101).

 STEFANO MILIONI

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