Il pastore aquilano connesso con il mondo

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Wwworkers è la community dei lavoratori della rete, dipendenti o imprenditori che operano con le nuove tecnologie e che si raccontano su wwworkers.it e su Metro.

Forte e gentile la gente d’Abruzzo, dice un vecchio adagio. E anche instancabile nel proprio lavoro e geniale nel trovare soluzioni che possano far superare momenti difficili. In fondo questa resilienza è uno dei tratti distintivi di Nunzio Marcelli, 62enne di Anversa degli Abruzzi, in tasca una laurea conseguita col massimo dei voti alla Sapienza di Roma e il chiodo fisso di tornare nel suo Abruzzo.

Ma quella di Nunzio è una storia che si declina al plurale e che affonda le radici esattamente quarant’anni fa. Correva l’anno 1977 e un manipolo di cittadini scommise sulla rivalutazione di un ambiente montano in via di spopolamento, attraverso una innovazione legata alle produzioni agricole. Tutto iniziò con la parrocchia del paese che mise a disposizione dei terreni. ”In nove iniziammo a lavorare la terra e a occuparci di allevamento, abbinando l’attività di agriturismo”, ricorda Nunzio.

Siamo nel cuore di una meravigliosa riserva naturale, a ottanta chilometri dall’Aquila, precisamente nella comunità montana peligna, meno di quattrocento anime e seicento metri sul mare. Qui Nunzio con i suoi soci mise in piedi questa cooperativa agricola oggi navigabile su Laportadeiparchi.com. Dal 2000 è arrivata anche la certificazione per biologico. La cooperativa oggi conta 1200 tra pecore e capre, oltre a maialini, somari, cavalli, galline. “Produciamo formaggi apprezzati in tutto il mondo, dall’Europa all’America”, dice con orgoglio. I prodotti vengono serviti nei migliori ristoranti di Manhattan. E tra questi c’è pure il celebre locale di Robert De Niro.

Una porta sempre aperta: la cooperativa organizza momenti di studio ospitando bambini e ricercatori e porta ogni anno decine di turisti in transumanza. “Proviamo a far riscoprire le radici di un mondo legato alle buone tradizioni. E cerchiamo di preservare questi meravigliosi pascoli”, racconta Nunzio.

C’è anche un agriturismo, che offre alloggio in camere collocate nella struttura, oppure nel borgo medievale nella formula di albergo diffuso, in quanto i soci hanno messo a disposizione delle piccole casette.

E c’è l’idea geniale dell’adozione a distanza della pecora. Così dalle impervie montagne abruzzesi, dove il freddo e la neve spesso hanno la meglio, questa storia dell’adozione esce allo scoperto, conquistando le colonne del New York Times International che nel 2000 la raccontava. E questo ben prima del terremoto aquilano, quello che ha fatto il giro del mondo e della rete. Siamo agli albori di Internet e lontani anni luce dai social media. Ma ecco che dall’entroterra abruzzese nasce un’idea che fa rima con dialogo, conversazione, trasparenza. “Ancora oggi proviamo a difendere la vita e il lavoro sulle montagne, unica garanzia di sopravvivenza per le comunità”

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

 

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