Sul futuro dell'Europa fate scegliere anche noi

  • Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Aiutatemi a capire. Monsieur Juncker, patron della Commissione Ue, ha presentato 5 idee dell’Europa che verrà. E, come in una sorta di “Affari tuoi” mette lì i pacchi e dice ai vari Paesi: scegliete! Tra i cinque modelli di Europa, che ci impegneranno da qui al 2025, c’è già il format prescelto (gli altri 4 sono giusto da contorno) che piace tanto a Rajoy, Hollande, Merkel e Gentiloni, e che verrà abbracciato dal 25 marzo, quando a Roma si celebreranno i 60 anni dei trattati europei. Ricapitoliamo. Leader a scadenza, con più o meno responsabilità, fautori di quasi dieci anni del vecchio modello fallimentare di Europa (quello dell’austerità, o del menefreghismo su problemi di peso come i migranti) firmano una cambiale in bianco decidendo del nostro futuro nel Vecchio Continente. Non un dubbio, ma mille dubbi ci assalgono. Premesso che non siamo per le democrazie assembleari e referendarie ma, un politico legittimato che mi chiede il voto su quello che vuole fare dell’Europa futura, lo pretendo. Lasciare il passepartout a un gruppetto di spompati non ci pare un bel affare. Almeno, nella veste di cittadino elettore, mi permetterei di obiettare di un’Europa a due velocità, pochi ma buoni, con l’Italia nel gruppo di testa, zero revisione dei trattati e il contentino di eliminare il diritto di veto sulle scelte che contano. Scusate, ma chi mi dice che una Europa così non ciondolerà di fronte all’emergenza immigrazione? Avremo il solito fast food dove chi è d’accordo va avanti sordo e diritto -  stringendo la cinghia perché gli standard, alti, che i Paesi in zona superior dovranno seguire saranno quelli tedeschi e nord europei - chi non lo è si perde per strada. Perché, invece, non adottare il solo modello che potremmo gradire noi italiani, cioè un’Europa a mercato unico con pochi obiettivi comuni: difesa, sicurezza, standard sociali e lotta alle frodi fiscali? Stare nel club dei fighi quando manca il fisico non è il caso.

MAURIZIO GUANDALINI,
Economista e giornalista

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