Un Paese vecchio non può crescere

  • Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Se andate in Sicilia fate tappa a Catania. Giovani ovunque. Idee, start up, imprese, fermento per le strade, nei luoghi di ritrovo. È palpabile come il ruolino anagrafico abbia dato impulso, energia, vitalità a quella città, distinguendola da altre zone dell’isola. Più che a ricercare la cause della bassa natalità ci interessa vedere i risvolti. La cause non sono tutte imputabili alla crisi economica, al poco lavoro. Ai matrimoni che non si celebrano. Anzi. È l’inverso. Più la donna è occupata e meno figli si fanno. Eppoi l’aspettativa di vita è in crescita, quindi sul nero funesto meglio passarci sopra. Dei risvolti, facevamo accenno. Una società invecchiata mortifica il proprio avvenire, c’è lo sguardo  rivolto all’indietro. La stessa programmazione televisiva è bloccata su format stagionati perché sono quelli avanti d’età che garantiscono l’ascolto. L’innovazione d’un colpo è stoppata. Meglio il certo che l’incerto. Zero rischio. Ripiego totale.

Non meravigliamoci poi se signori canuti continuano a detenere il potere. Avete mai preso un Frecciarossa, Milano-Roma alle 7.30? I giovanotti si contano sulle dita. Quel treno tutto di uomini d’affari, e dintorni, è pieno di ultrasettantenni che non ci pensano proprio di mollare il presidio dell’orticello di casa. La parola rottamazione non è contemplata nel loro dizionario. Stimoli e vitalità azzerata. Solo un giovanilismo dopato, quasi fasullo. C’è bisogno di nuove leve. Di bambini. La rigenerazione avviene con i soliti e antichi passi. Un popolo dalle culle vuote non può conquistare un impero, diceva Mussolini, che voleva tanti figli maschi per mandarli in guerra. Quel “fate figli e noi vi paghiamo” era la retorica della politica assistenzialista. Ma non si concepiscono figli a comando, dietro l’impulso di denari. Di altra natura pensare di cambiare la struttura della vita, delle città, del lavoro per far sì che i genitori siano agevolati nello svolgimento del loro ruolo. È un salto culturale che dovrebbe abbattere delle consuetudini che città vecchie, diverse da quelle del Nord Europa, sono poco disponibili a cedere.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista

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