La maschera anti-smog made in Italy

  • Inquinamento

INTERVISTA.  Torna l’allarme smog nelle grandi città del nord e del sud Italia, non è un caso che al nostro Paese spetti un primato davvero sconfortante,  ben 90 mila decessi l’anno a causa dell’ inquinamento atmosferico, 1.500 dei quali nella sola Capitale. 
Da queste premesse, da questi realistici dati, nasce l’idea di Tommaso Puccioni e Stefano Bossi: creare una maschera anti smog “silver mask” totalmente made in Italy con prodotti di vera qualità ma nel contempo che sia estetica, funzionale e versatile (costo di 19 euro). In pochi giorni, sulla piattaforma online crowdfunding Kickstarter hanno già  raccolto 9 mila euro su 15 mila, cifra necessaria per la produzione pilota. Oltre diecimila pezzi sono stati venduti in poco più di due mesi in Cina e a Singapore, Taiwan, Hong Kong, in Corea del Sud e stavolta l’interesse arriva dalla parte opposta del globo: molti dei compratori sono americani. Il motore pulsante si concentra nel creativo staff di ingegneri e design di una startup milanese chiamata “Banale”, dove trasformano gli oggetti semplici del nostro quotidiano con veste e funzionalità nuove.
Abbiamo intervistato uno dei due fondatori, Tommaso Puccioni:

Da dove arriva l’idea?
Noi innanzitutto siamo partiti dalla consapevolezza della salute e dall’esigenza dell’efficacia, non dallo stile, del design che sicuramente accompagna l’idea di fondo. 
Una volta pensato al prodotto, abbiamo dovuto creare una filiera industriale, che al momento,  in termine di efficacia, prezzo ed estetica, oggi non ha eguali. Il vero lavoro è stato questo; quello di creare questa filiera che prima non esisteva. Mettendo insieme produttori tutti italiani, li abbiamo fatti cambiare le linee di produzione, li abbiamo convinti a fare investimenti su progetti su carta dove c’era un rischio altissimo, siamo andati a prenderci i semilavorati in decine di fabbriche tra il Veneto, il Piemonte e la Lombardia. Insomma, credo che questo sia il nostro grande valore.

Come funziona la silver mask?
Innanzitutto per proteggere la propria respirazione dalle polveri sottili devi avere la tua bocca e il tuo naso schermati da un tessuto filtrante. Ma per essere sicuro di essere schermato, i contorni di questo tessuto filtrante dovranno aderire perfettamente alla tua conformazione facciale, altrimenti non serve assolutamente a nulla. L’obiettivo è infatti che sia flessibile su tutte le tipologie di faccia. La maschera antismog e antibatterica è fatta con una scocca in vari colori con all’interno una trama d’argento e dei filtri intercambiabili con tre diversi livelli di protezione, a seconda del livello di inquinamento della città in cui ci si trova a vivere. A Milano sarà sufficiente una +1, a Pechino  invece una +3 con una tramatura più fitta.

Perché piace così tanto al mercato asiatico?
Se tu vai in Cina e ti giri 100 negozi che vendono mascherine antismog sono tutte bianche, il laccio è un pezzo di spago, una misura unica per tutti. Noi semplicemente abbiamo offerto un prodotto che tecnicamente è molto evoluto, è bello ed è made in Italy. Questo piace sia sia al mercato locale, sia agli europei e occidentali che vivono lì.

Prossimi progetti che svilupperete?
Vorremmo progettare e mettere sul mercato la maschera antismog per i bambini. Pensi che non esistono maschere per i bambini al mondo. È un progetto difficile, non è stato presentato da nessuno e tutto ciò ci motiva molto.

Diletta Piazza

 

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