Quelle opere mai compiute aspettando il nuovo stadio

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ROMA Prima pietra nel 2017 e calcio di inizio tra il 2019 e il 2020: se questi sono  i tempi dello Stadio della Roma nelle intenzioni dei costruttori, le polemiche, mai sopite, sono riesplose subito dopo l’accordo tra la Roma e il Comune sulla costruzione del nuovo impianto  a Tor di Valle. «Non si conoscono le opere e le infrastrutture che l’accordo reputa indispensabili per garantire la mobilità», avverte  l’assessore regionale Michele Civita. Rincara la dose il Pd: «Sull’altare dell'ideologia grillina sono state sacrificate il 50% delle opere pubbliche».

Per dare l'ok formale al progetto rinnovato dello stadio della Roma la maggioranza capitolina si prepara a votare in aula una delibera ad hoc che di fatto sostituirà la precedente delibera dell'amministrazione Marino. Certo la storia di Roma è ricca di infrastrutture costose e rimaste incomplete ed è qui che si misura la distanza della città dalle altre capitali europee. Perché sulle sponde del Tevere la corsa alla modernizzazione  per ospitare grandi eventi si è arenata spesso su progetti troppo ambiziosi per quella che era la reale necessità del mercato  e della possibilità di spesa.
Dal centro alla periferia spuntano gli scheletri mai terminati di un palazzo dello sport, di parcheggi interrati, dei complessi da sottoporre a restyling agli ex mercati generali e alla vecchia fiera. Opere pensate negli ultimi 15 anni e mai finite. Ora, con le casse del Campidoglio a secco, è il privato che prova ad agire in prima persona, come nel caso  dello stadio  dell'As Roma.
La più costosa delle incompiute funziona solo in parte ed è  la Metro C. Pensata per collegare la periferia Est con il centro per il Giubileo del 2000, è stata appaltata solo nel 2006 per 2,7 miliardi. I cantieri sono partiti nel 2007 per realizzare un tracciato di 25 chilometri con 30 stazioni. Nel 2014 hanno aperto le prime stazioni, poi progressivamente altre per un totale di 21, per altre tre i cantieri sono ancora aperti. Dopo dieci anni dall'avvio dei lavori il costo è lievitato attorno ai 4 miliardi. Segue la Vela, l'avveniristico palazzo dello sport progettato da Santiago Calatrava per i mondiali di nuoto del 2009 in zona Tor Vergata. Qui i cantieri sono iniziati nel 2007 con un preventivo di 60 milioni di euro: sono passati quasi 10 anni e i cantieri si sono fermati a metà nel 2012 per assenza di risorse, per completare il progetto si parla  di altri 200 milioni di euro necessari.

 

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