Il cybercrimine? Piaga economica

  • Sicurezza informatica

ROMA. L’annus horribilis per la sicurezza informatica? Il 2016, stando al Rapporto Clusit 2017.  I crimini informatici sono in  deciso aumento in tutto il mondo, con 1.050 incidenti gravi (+9%). Per la prima volta L’Italia rientra fra i dieci Paesi in cui si sono registrati gli attacchi hacker più gravi. Il 2016 è stato «l’anno peggiore di sempre in termini di evoluzione delle minacce cyber e del relativo impatto» spiegano gli esperti di Clusit. Aumento a quattro cifre per gli attacchi di phishing (+1.166%), cioè  mirati a colpire la mente delle vittime;   cresce del 117%  in un anno anche la “guerra delle informazioni”. La maggior parte  di attacchi gravi è avvenuta nel settore della sanità (+102%), nella grande distribuzione (+70%), in ambito banking/finance (+64%)-

Contro gli attacchi cyber il mondo della ricerca italiana serra i ranghi e riunisce le proprie eccellenze dando vita al nuovo Comitato nazionale per la ricerca in Cybersecurity. A coordinare il Comitato è  Roberto Baldoni, professore alla Sapienza di Roma e Direttore del Laboratorio nazionale di Cybersecurity. Insomma, uno dei massimi esperti del Paese in questa delicata materia.

Professore, il 2016 è l’anno peggiore di sempre in termini di minacce cyber. Siamo sempre più fragili di fronte a questi pirati?
Non servono importanti capactà informatiche per portare avanti certi attacchi. Questo aumenta il numero potenziale dei pirati e quindi gli attacchi stessi. 

Nel 2016, in Italia, ci sono stati episodi di una certa gravità...
È vero, ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Vuol dire che che ci sono eventi di cui non veniamo a conoscenza?

C’è il non denunciato, certo. Il fenomeno è molto esteso e questo ne fa una piaga. Si tratta di un dramma economico, a fronte del quale già molti Paesi europei si stanno muovendo da tempo con programmi pluriennali mirati alla difesa integrale del proprio cyberspace... Hanno capito infatti che il business 4.0 nei prossimi anni sarà tutto racchiuso in un bit...

L’Italia lo ha capito?
Noi dobbiamo darci una svegliata. L’Italia continua a voler stare tra i Paesi impeganti contro i cybercriminali. Occorre però implementare una strategia nazionale.

Come?
Un primo passo è stata la nascita del Comitato, dove c’è tutto il meglio della ricerca sul tema. Alle minacce si risponde in tre: governo, privati e ricerca appunto.  Per combattere questo genere di crimine sono necessarie centinaia di persone, ognuno con le proprie competenze.

Quindi denaro.
Il presidente del Consiglio ha appena adottato un nuovo  Dpcm (che va a  sostituire il decreto Monti del 2013, ndr) proprio con l’obiettivo di innalzare il livello della sicurezza informatica del Paese. Staremo a vedere.  

serena bournens

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