Esecuzione di Aldo Moro Dai Ris una nuova ricostruzione

  • Aldo Moro

ROMA Quarant’anni dopo le nuove analisi del Ris con le ultime tecnologie d’indagine scientifica raccontano una nuova verità sull’omicidio dello statista democristiano Aldo Moro. Chi gli sparò lo guardò in faccia. A sparare furono la mitraglietta Skorpion calibro 7,65 e la pistola Walther calibro 9. Quest’ultima fu ritrovata nel 1980 nel covo Br di via Silvani. Il Ris ipotizza due ricostruzioni. Nella prima Moro era seduto sul sedile posteriore della Renault4 e i primi colpi partirono dalla parte anteriore dell’auto. Ma per la versione ritenuta più probabile, con il portellone del portabagagli sollevato, Moro fu fatto sedere sul pianale con il busto eretto e le spalle rivolte verso l’interno dell’abitacolo (un'alternativa meno probabile è che stesse in piedi). Almeno i primi tre colpi furono sparati dall’esterno dell’auto con direzione pressoché ortogonale al torace. Dopo che Moro si accasciò nel portabagagli, gli furono sparati almeno altri due colpi dalla mitraglietta Skorpion e dalla pistola Walther. Il report non coincide con le ricostruzioni finora fatte sull’omicidio e con i racconti delle Br, che hanno detto di avergli sparato mentre era sdraiato avvolto in una coperta.

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