Stadio, è sempre più un no Pallotta evoca una catastrofe

  • Stadio della Roma

ROMA  «Noi diciamo sì  allo stadio, ma da qualche parte che non sia quella, perché c’è un rischio idrogeologico e se poi c’è un’esondazione...». Parole di Beppe Grillo, che aprono una nuova puntata della vicenda stadio della Roma: di fatto è un no. A cui il presidente della Roma, James Pallotta ha risposto a stretto giro di posta da Boston: «Ci aspettiamo un importante risultato positivo dall’incontro di venerdì. Altrimenti potrebbe essere una catastrofe per il futuro della Roma, il calcio italiano, la città di Roma e il business futuro in Italia». Più chiaro di così, si muore: o Tor di Valle o niente. La Roma ed il costruttore Parnasi hanno poi spiegato, rispondendo a Grillo, che «l’area è sicura dal punto di vista idrogeologico e anzi il progetto, con investimenti totalmente a carico dei privati, va a sanare il rischio idrogeologico presente nel quartiere limitrofo». L’unica certezza, finora, è la profonda divisione in seno al Movimento 5 Stelle. Il sì ed il no al progetto sono di fatto due partiti nel partito e gli scenari che si aprono sono due: andare avanti con il progetto o far decadere la pubblica utilità, con la Conferenza dei Servizi del 3 marzo che darebbe, quindi, parere negativo. La sindaca dovrebbe sottoporre la scelta alla maggioranza dei suoi consiglieri e solo allora si saprà che strada prenderà il progetto. Ieri avrebbe dovuto tenersi il tavolo tra Comune, As Roma e Parnasi, ma è stato annullato dalla sindaca e rimandato a domani. Quando potrebbe già esserci una decisione. Nel frattempo sul suo blog Grillo ha scritto «questa città è una bomba pronta a scoppiare».
METRO

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