Il Salone del Libro va "oltre il confine"

  • TORINO

CULTURA “Oltre il confine”. Sarà questo il tema della 30esima edizione del Salone del Libro, la prima dopo lo scippo di Milano. Mancano ancora tre mesi all’evento, in programma dal 18 al 22 maggio, ma sono già oltre 310 gli editori che hanno aderito, il 96% di quanti l’anno scorso avevano lo stand al Lingotto. A fare il punto della situazione è stato mercoledì il direttore Nicola Lagioia, presentando la kermesse con il sindaco Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «In un mondo in cui i confini sono tornati e si costruiscono muri, la cultura ha il dovere di andare oltre e di raccontare questo fenomeno»,  ha detto Lagioia.

Un tema sintetizzato dalla locandina, un acquerello di Gipi che raffigura un libro a cavalcioni di un muro e, sopra il libro,  una giovane donna che guarda lontano.  Non ci sarà quest'anno un Paese ospite, ma si manterrà «la finestra sulla cultura araba e si spalancherà un’altra finestra sugli Usa», ha detto Lagioia.
Torna poi l’International Bookforum, con 130 iscritti da 15 paesi, che per la prima volta  coinvolgerà produttori a caccia di diritti. Non solo. Da marzo a maggio ci sarà “una grande primavera torinese” per scaldare i motori in vista del Salone vero e proprio.
Tra gli autori che arriveranno in città è confermato  Philip Schulz - il premio Pulitzer sarà al Sermig il 9 marzo -, mentre per la Giornata mondiale della poesia del 21 marzo ci sarà una maratona poetica al Circolo dei Lettori.

Sempre entro fine di marzo l'ex ministro Massimo Bray diventerà presidente della Fondazione per il Libro, l'ente promotore del Salone. Ad annunciarlo,  l’attuale presidente, Mario Montalcini, che con l’ingresso di Bray, assumerà l'incarico di vicepresidente.
REBECCA ANVERSA

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