Tempi di attesa più lunghi per potenziare i mezzi periferici

  • Milano

PALAZZO MARINO Da questo mese aumentano i tempi di attesa per metropolitane e mezzi di superficie nei giorni festivi e negli orari non di punta dei feriali. Il piano è stato illustrato dall'assessore comunale alla Mobilità Marco Granelli nella seduta congiunta delle commissioni consiliari Mobilità e Verifica e controllo enti partecipati. La scelta fatta dall'amministrazione è quella «di tenere un servizio pubblico di qualità cercando di aiutare il più possibile i quartieri di periferia», ha spiegato Granelli. Infatti, l'aumento dei tempi di attesa è una scelta fatta per potenziare alcune linee nei quartieri periferici.

In dettaglio, dal 20 febbraio la domenica ci sarà l'aumento di due minuti dei tempi di attesa di 20 linee di autobus e 17 linee di tram. Si passerà dagli attuali 15 minuti di attesa alla mattina a 17, mentre al pomeriggio si aspetterà l'autobus per 15 minuti invece di 10. Dal 18 febbraio le modifiche interesseranno anche le metropolitane: per le prime tre linee l'orario di punta nei giorni feriali finirà alle 9,15 anziché alle 9,30, aumentando di due minuti la distanza tra i treni che, in questi 15 minuti, passerà da 2 a 4 minuti. La M1 nelle sere feriali anticipa l'orario notturno alle 21,45 anziché alle 22,30 aumentando di due minuti la distanza tra un treno e l'altro. La domenica, invece, sulla rossa la distanza fra i treni aumenterà di due minuti dopo le 9. Per quanto riguarda la M3, invece, aumenta di 15 secondi la distanza tra i treni nei giorni feriali negli orari di morbida (passando da 4 minuti e 45 secondi a 5 minuti) e di 30 secondi il sabato e la domenica pomeriggio.

A fronte di questi cambiamenti, le risorse risparmiate verranno usate per potenziare 18 linee (14, 35, 45, 46, 47, 50, 58, 63, 64, 70, 71, 73, 75, 77, 80, 82, 86, 87) che interessano 35 quartieri e tutti e 9 municipi. Il piano riprende le segnalazioni pervenute agli uffici dell'assessorato e della direzione mobilità e ambiente nel 2015 e nel 2016 da parte dei cittadini, dei comitati e dei municipi.

Il piano non è piaciuto all'opposizione che, con il consigliere di Fi Fabrizio De Pasquale, attacca: «Noi siamo contrari a questi tagli anche negli orari non di punta, e soprattutto anche nelle domeniche. Perché diminuire il tpl quando nel 2016 i passeggeri sono aumentati e quando si cerca di sconsigliare l'uso dell'auto?», si chiede. Per Patrizia Bedori, M5S, «si sa che la coperta è corta ma se si vuole veramente contrastare il traffico in città occorre bloccare le risorse che arrivano dalle multe e dalla sosta per incentivare il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale. Invece oggi i tempi di attesa tra una corsa e l'altra saranno più lunghi per coprire i costi dell'allargamento della fascia orario, un maquillage sostanzialmente non un potenziamento».  Per il capogruppo Pd Filippo Barberis si tratta invece di «una scelta politica coerente con il programma presentato in campagna elettorale».

Le spese previste per il 2017 per gestire il contratto di servizio per il trasporto pubblico è di 736 milioni di euro. Le entrate necessarie per sostenere il servizio sono così ripartite: 275,5 milioni vengono da Stato e Regione Lombardia, 426 milioni sono i proventi di biglietti e abbonamenti, 5 milioni dai 32 comuni di prima fascia per i quali Atm gestisce il servizio di trasporto pubblico, 29,5 milioni dal comune. Complessivamente Palazzo Marino spenderà 118,5 milioni nel 2017 per far funzionare il tpl. Di questi, 89 milioni di vengono usati per la gestione della M5.

METRO/OMNIMILANO

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