Studentessa aggredita Forse una vendetta

  • Milano

TRASPORTI È tornata a casa ieri dalla clinica De Marchi con una prognosi di 30 giorni la 16enne picchiata e molestata giovedì pomeriggio  su un  convoglio Trenord della Milano-Mortara. Gli investigatori stanno visionando i filmati delle telecamere poste nelle stazioni, ma anche lungo il tragitto effettuato dalla ragazza da  scuola a casa.

L’indagine intanto è passata a Pavia, perché il pestaggio è avvenuto nei pressi di Vigevano. Per la ragazza, gli aggressori sarebbero due nordafricani 25enni. Con uno, avrebbe scambiato circa  un anno fa  alcuni messaggi su Facebook. Per questo gli inquirenti non escludono la pista della “ spedizione punitiva” dopo un rifiuto.

Intanto si moltiplicano gli appelli per la sicurezza. «Sui mezzi di trasporto stiamo facendo un ragionamento e voglio avviarlo insieme alla Regione per  fare di più! Intanto invito  tutti a stare molto attenti ai social che possono portare a incontri sgraditi. A parte questo, noi abbiamo il dovere di vigilare di più. Ne parlerò anche con Maroni», ha detto il sindaco Sala. Venerdì invece era stato Salvini a twittare: «Per quelli che violentano basta una pillola, “zac” e non lo fanno più».

Sette milioni spesi male

Il Pirellone ha promesso per oggi un nuovo Piano sicurezza sui treni. L’ennesima aggressione ha infatti dimostrato  il fallimento di quello che Regione e Trenord avevano varato meno di tre anni fa e finanziato con 7 milioni. Soldi utilizzati per i 300 vigilantes che Trenord aveva arruolato dopo l’aggressione col machete e licenziati subito dopo, perché non erano titolati a svolgere attività di sicurezza sui treni. Allora Maroni e l’ad di Trenord, Farisè, promisero le guardie giurate armate, senza dire però che per averle sui treni, sarebbe stato necessario attendere molto tempo, visto che per svolgere quel servizio, la legge richiede professionisti con una particolare abilitazione.

La prima guardia ha preso servizio solo il 16 novembre 2016 sulla Milano-Bergamo, sulle altre linee non sono ancora arrivate. ANDREA SPARACIARI

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