Le foto di Pio XII tra i bombardati

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ROMA Quando nel pomeriggio del 19 luglio 1943, terminato l’inferno del primo bombardamento degli Alleati su Roma, Pio XII decise di recarsi senza scorta tra le macerie del quartiere di San Lorenzo, con quel suo gesto d’impeto prese in contropiede anche i fotoreporter. Così di quella visita destinata ad entrare nella storia si pensò non fosse rimasta alcuna documentazione. Di Papa Pacelli in mezzo agli sfollati uscì il giorno dopo una sola immagine sul Messaggero, scura e sfocata. Per questo l’iconografia ufficiale decise di lì a breve di sostituirla con quella della seconda uscita del Pontefice, alla Basilica di San Giovanni, dopo il bombardamento del 13 agosto 1943. Sono i famosi scatti con Pio XII che allarga le braccia al cielo, entrati erroneamente nella memoria collettiva come simbolo di San Lorenzo.

Una fortunosa ricerca

Nel 2001, con un’inchiesta di Metro, fu dimostrata una volta per tutte la falsa attribuzione. Restava così il vuoto di immagini sul 19 luglio. Qualche anno fa, però, si è aperta una pista: l’unica foto scura e sfocata compariva infatti, con qualità superiore, sulla copertina di una rivista francese del periodo bellico. Analizzando i dettagli sullo sfondo si è provato - invano - a identificare il luogo dello scatto. La pista sembrava un vicolo cieco. Sino a quando, nei giorni scorsi, l’appassionato storico Carlo Galeazzi (fondatore del gruppo Facebook “Roma Città Aperta”) ha trovato sul web una copia della rivista. Una breve attesa e poi la sorpresa: sulla Semaine Hebdomadaire illustré, pubblicata il 29 luglio 1943, non c’era solo la copertina dedicata alla visita di Pio XII a San Lorenzo, ma anche un fotoservizio. Pochi scatti preziosi e sconosciuti del bombardamento del 19 luglio - realizzati dal fotoreporter Nicolini - nei quali si vede il Papa protetto da un’improvvisata catena umana mentre procede a stento lungo la Tiburtina dove ancora aleggia la polvere sulle macerie, con militari e cittadini che scavano a mani nude. Un documento eccezionale, che Metro mostra per la prima volta.

Una strage con oltre tremila morti

Il primo bombardamento di Roma provocò oltre 3.000 morti. Il più colpito fu il quartiere di San Lorenzo, vicino all’obiettivo degli snodi ferroviari. Intorno alle 17.30 la Mercedes nera di Pio XII giunse in zona. Per le macerie fu costretta a fermarsi alla fine di viale Regina Elena. Il Papa proseguì a piedi - senza scorta ed eccezionalmente a capo scoperto - sino alla Basilica di San Lorenzo, danneggiata dalle bombe. La folla gridava: «Pace!». Più tardi il Re batterà in ritirata per l’accoglienza ostile, mentre il giorno dopo sarà a San Lorenzo la principessa Maria José. Mussolini opterà per un rapido giro notturno in incognito.

LORENZO GRASSI

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