Scuola: è rivolta in Piazza Sicilia contro la reggenza

  • Milano

ISTRUZIONE  “Dateci un dirigente di ruolo che possa gestire la scuola in modo continuativo”. A chiederlo, i genitori dell’Istituto Comprensivo di Piazza Sicilia, 1500 ragazzi divisi tra le elementari Novaro Ferrucci – le più grandi di Milano – e le medie Monteverdi.  Il Comitato dei genitori ha avviato una raccolta firme (l’iniziativa “Un Preside per piazza Sicilia”) per chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale la nomina di un preside con pieni poteri e non destinato a cambiare dopo un anno.

Negli ultimi due, infatti, il comprensorio è stato “orfano” del dirigente titolare e va avanti solo grazie agli sforzi di coscienziosi reggenti – presidi di altri istituti ai quali viene data di anno in anno anche Piazza Sicilia - e di insegnanti volenterosi. Una pezza che merita rispetto, ma non sufficiente, che pregiudica ogni pianificazione di lungo periodo.

L’attuale reggente, il dottor Uboldi, per i genitori, deve gestire 3 mila ragazzi, è bravo ma non è Superman! A complicare la situazione, il fatto che Uboldi   sia anche il preside della scuola Pascoli, l’istituto vittima dell’incendio di mercoledì, per il quale dovrà accollarsi compiti straordinari.

La preside è all’estero
Come si sia creata tale situazione, è presto detto: la dirigente vincitrice del complesso Sicilia, dopo 7 anni passati a dirigere una scuola italiana in Francia, viene richiamata in Italia per prendere servizio. Ma si rifiuta di tornare e, dopo un accesa “corrispondenza” col Miur, comunica di essersi iscritta a un master che la terrà all’estero per un triennio. Una scelta, come dice Agostino Miele dell’Associazione Nazionale Presidi, «in linea con la normativa che tutela un diritto acquisito».  Ma che impone ad alunni e docenti di restare senza preside di ruolo fino a quando la dirigente non finirà il suo corso. 

«Il diritto della preside non può cozzare con quelli di bambini e docenti», spiega Spina, segretaria regionale Flc Cgil, «è il sistema delle reggenze che non va bene. A Milano ci sono meno presidi che scuole e si costringono i pochi dirigenti al superlavoro. Inoltre, la riforma della scuola ha abolito la figura dei vice-presidi, che fino a oggi avevano sostituito i presidi mancanti». L’ufficio Regionale, pur interrogato da Metro, non ha dato alcuna risposta. METRO

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