Feste di via: un business per pochissimi intimi

  • commercio

LEGALITA'  «Fare luce sulle feste di via». È la volontà del presidente della Commissione Antimafia del Comune, David Gentili, che lunedì scorso  ha convocato a porte chiuse i dirigenti di palazzo Marino che si occupano di commercio e di rapporti con i Municipi. Torna così alla ribalta una “storiaccia” già denunciata nel 2014 dal  Comitato antimafia presieduto allora da Dalla Chiesa, che ammoniva: “La struttura delle feste, i criteri di ottenimento e assegnazione dei diritti di parteciparvi, i metodi di esazione e pagamento, configurano una rete di relazioni in virtù delle quali alcuni personaggi del commercio ambulante realizzano in modo assolutamente indebito una sorta di signoria territoriale”. Il Comitato chiedeva anche interventi forti. Ma poco o nulla è stato fatto.

Oggi come allora i Carlino ed Edoardo Smith si dividono gli eventi  attraverso alcune associazioni: “Milano sì! Città viva” e “Nuova Asco.Ci”,  il primo, “Ascoservice” e “Asco2000”, il secondo. «Se nel 2013 su 46 feste questi due soggetti se ne erano spartite 44, nel 2016 solo i Carlino ne hanno organizzate 34», dice Gentili.

Per il consigliere Pd i lati oscuri sono tanti: dalla tracciabilità dei flussi finanziari («non si sa dove finiscano i soldi versati dagli ambulanti»), alla confusione dei ruoli («spesso le associazioni sono promotori altre service, il che crea confusione fiscale»); fino al problema di chi decide quali commercianti ammettere e il loro posizionamento («Carlino si fa dare 67 euro da ogni ambulante che vuole esporre e poi decide se questo può mettere la bancarella e dove»).

A dicembre 2013 il Comune ha approvato una delibera in base alla quale è previsto che ai municipi (cui  è intanto passata la competenza) siano consegnati i rendiconti finali di ogni festa. «Ma in Commissione ancora non siamo riusciti ad avere quei documenti», aggiunge Gentili.  Per Smith, che nel 2016 ha organizzato 16 eventi, non ci sono zone d’ombra: «Tutte le mie spese sono rendicontate, ho consegnato tutte le ricevute, io…», dice, «Andate però  a vedere cosa accade nella Zona 3, in Buenos Aires e nei mercatini di Natale (manifestazioni controllate dai Carlino, ndr), li sì che c’è da ridere…».  ANDREA SPARACIARI

Articoli Correlati

La battaglia del miele“Siamo invasi dall'adulterato”

L’allarme arriva dai produttori italiani, che chiedono l’etichetta tracciabile a livello europeo: «Il 50% del prodotto venduto in Italia arriva dalla Cina, dov

Tre bar su quattrochiudono entro 3 anni

Secondo i dati di Unioncamere, le attività di ristorazione sono aumentate del 10%

È buferasui mercatini di Natale

Lettera apertadei venditori ambulanti al sindaco Appendino per chiedere lo sgravio del 75% sul suolo pubblico concesso agli organizzatori dell’iniziativa “Natal