Coi Pop Group il post-punk diventa benefico

  • Milano/Musica

MILANO Se avete qualche anno in più sulle spalle e avete vissuto la gloriosa stagione del punk inglese, forse vi ricorderete di una band po' fuori dal coro, il Pop Group. Non lasciatevi trarre in inganno dal nome, perché la formazione guidata da Mark Stewart non ha mai proposto canzoni semplici e orecchiabili, ma un mix ardito e sperimentale, in instabile equilibrio fra funk, dub, punk, free-jazz e altro ancora, con testi radicali e politicizzati, che con sarcasmo mettevano alla berlina la società dell'epoca.

Un album di culto, in tal senso, il loro debutto, “Y”, considerato uno dei capostipiti del post-punk e destinato a restare nel cuore degli appassionati.

Scioltisi nel 1981, si sono riformati in tempi recenti e domani saranno al Magnolia (ore 21, euro 18 con tessera Arci; sul palco anche Dennis Bovell), dove oltre ai vari classici del passato, proporranno l'ultimo cd “Honeymoon On Mars”, che comprende il nuovo singolo “War Inc”, i cui proventi saranno devoluti a Medici Senza Frontiere. 

Annullato, invece, il concerto del Teatro degli Orrori, previsto per oggi sempre al Magnolia (rimborsi entro il 24 febbraio).

Per stasera scelta fra il jazz del Jack Walrath Quintet al Blue Note, le canzoni d'autore rock di Pietro Berselli in Santeria (Paladini), il cantautore californiano di culto Cass McCombs al Biko e il duo Stump Valley ai Magazzini Generali. 

DIEGO PERUGINI

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