Ho imparato a camminare come faceva Tony Manero

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ROMA Da oggi al 19 all’Olimpico, Giuseppe Verzicco sarà l’indimenticabile Tony Manero nel musical “La febbre del sabato sera”, diretto da Claudio Insegno.

Dopo “Grease”, un altro dei ruoli che ha reso celebre John Travolta. Si sta un po’ identificando nel grande attore americano? 
Mi piacerebbe, anche se non è facile. Lui ha segnato un’epoca, è un mostro sacro. Sarebbe una gran cosa riuscire ad ammaliare il pubblico come ha saputo fare lui nel film.

Quale dei due ruoli ha trovato più difficile e quale più soddisfacente? 
Questo, nessun dubbio. Ti permette di esprimere una gamma di emozioni più complessa e ti costringe ad essere concentrato su te stesso.

Ci sono differenze strutturali importanti tra il film e il musical diretto da Insegno? 
Claudio ha cercato di alleggerire la materia di partenza del film (dove si trattano temi scottanti come i conflitti razziali, la violenza, la povertà), evidenziando gli aspetti più comici e leggeri.

Ha avuto difficoltà nel riproporre in scena i leggendari passi di danza di Tony Manero? 
Nasco come ballerino, ma mi sono comunque dovuto impegnare al massimo delle mie possibilità, soprattutto per riproporre certe gestualità o il modo di camminare.

Come colloca questo lavoro all’interno della sua carriera? 
Come una delle prove più ardue e soddisfacenti. Spero sia un punto di partenza per nuove esperienze anche in altri ambiti come cinema o tv. 

DOMENICO PARIS

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