Il Sogno di Scutellà passa per il carcere

  • Milano/Teatro

MILANO Scoprire la grande forza del teatro e da qui ripartire per una totale rinascita personale. Sensazioni e conquiste che hanno invaso alcuni giovani detenuti del Carcere minorile Beccaria trasformati in attori assieme ad alcuni loro coetanei grazie a Puntozero, l’associazione che, da vent'anni, forma all'interno del Beccaria attori, collaboratori teatrali e tecnici per provare ad insegnare delle professionalità che torneranno utili una volta fuori dalle quattro mura del carcere. 

È così che nasce anche la messinscena di un classico come “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare che con loro, attori detenuti e non, debutterà, da stasera al 5 febbraio, al Teatro Studio Melato.

Un’occasione per vedere all’opera questi giovanissimi talenti che, diretti dal regista Giuseppe Scutellà, hanno trovato dietro le sbarre l'acquisizione di nuove competenze che permettono e facilitano loro la rielaborazione del reato. 

«In questo contesto - spiega Scutellà - il “Sogno” di Shakespeare, dove fantastico e reale si intrecciano, ci è sembrato potesse offrire un utile esercizio di fantasia che ha permesso agli attori di conoscere nuovi mondi. È in questo recitare nuovi ruoli e creare nuovi contesti che il teatro in carcere esprime tutta la sua forza dirompente. Iniziare dalle tavole del palcoscenico per spostarsi nel più grande teatro della vita. Ne è venuto fuori uno spettacolo che si inserisce nel solco registico di scuola strehleriana dove la “tradizione” è di per sé sperimentalismo e dove la semplicità è il punto d'arrivo» (Info: piccoloteatro.org). 

ANTONIO GARBISA

 

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